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Venere de'Medici

Autore
Arte ellenistica
Data
Fine II sec. a. C. - Inizio I sec. a. C.
Collezione
Collocazione
Tribuna
Tecnica
Marmo pario variante lychnite
Dimensioni
153 cm (altezza)
Inventario
1914, n. 224

La scultura, come testimoniato da Pirro Ligorio, fu rinvenuta a Roma presso le terme di Traiano, nella vigna del vescovo di Viterbo Sebastiano Gualtieri. Entrò subito a far parte della collezione del prelato e nel 1566 fu acquistata da Alfonso d’Este. Nel 1575 l’opera fu ceduta a Ferdinando de’ Medici che decise di esporla tra le antichità di Villa Medici a Roma. La Venere fu ospitata nella sontuosa residenza romana per oltre un secolo. Nel 1677 fu trasferita a Firenze con capolavori quali l’Arrotino ed i Lottatori. Le celebri opere furono esibite nell’ambiente più prezioso degli Uffizi, la Tribuna, e la Venere fu elevata a simbolo dell’intera raccolta museale fiorentina. Il prestigio della scultura è testimoniato dalle successive vicende collezionistiche. Nel 1802 Napoleone ne ordinò il prelievo e il trasferimento a Parigi. La parentesi francese si protrasse sino al 1816 quando la scultura venne ricollocata nell’originaria sede fiorentina.

La Venere restituisce, circostanza rara nella statuaria antica, l’identità del suo autore. Sul podio di base è possibile infatti distinguere la firma dell’artefice: Kleomenes figlio di Apollodoros, uno scultore attico attivo ad Atene durante il I secolo a. C. L’opera è pertanto datata agli anni a cavallo tra II e I secolo a. C. Recenti analisi hanno consentito di portare alla luce tracce dell’originaria cromia: sono stati difatti evidenziati resti di doratura sulla sommità della capigliatura, di cinabro sulle labbra e di blu egiziano sulla base.

 

Modello 3D realizzato in collaborazione con Indiana University. Visita: https://www.digitalsculpture-uffizi.org/