Statua femminile tipo “Grande Ercolanese”

Arte romana
Data
Età altoimperiale (I-II secolo d.C.)
Collezione
Collocazione
Terzo Corridoio (A24)
Tecnica
Marmo greco
Dimensioni
179 cm (altezza)
Bibliografia

A. Romualdi (a cura di), Studi e restauri. I marmi antichi della Galleria degli Uffizi, II, Firenze, Polistampa, 2007 (con contributi di M. Giachi, C. Pacini, Statua femminile tipo “Piccola Ercolanese”, pp. 122-129; M. Giachi, C. Pacini, Statua femminile tipo “Grande Ercolanese”, pp. 134-139; C. Mancini, Il restauro, pp. 140-143) e bibliografia precedente.

Inventario
1914 n.197

Questa scultura è stata interessata da una lunga serie di spostamenti: inizialmente conservata nella Villa di Pratolino, complesso di proprietà medicea posto a nord di Firenze, essa compare fra 1776 e 1789 all’interno del Giardino di Boboli. In seguito la scultura fu forse per un periodo nella Villa di Poggio Imperiale, residenza granducale sita immediatamente a sud della città di Firenze, prima di giungere agli Uffizi nel 1870. La testa, il collo, il petto e la mano sinistra della statua sono frutto di restauri moderni. Il soggetto rappresenta una donna stante, avvolta nel suo mantello (himation) sotto al quale indossa un lungo chitone, e con la mano destra portata al petto. Databile fra I e II secolo d.C., l’opera è da intendere come rielaborazione romana di una tipologia nota come “Grande Ercolanese” per via del luogo di rinvenimento dei primi esemplari. Si ritiene che il suo archetipo possa essere riconducibile a un originale greco, databile non oltre il 320 a.C. La lavorazione sommaria della parte retrostante, non destinata alla vista, lascia ipotizzare che questa scultura possa provenire da un’edicola funeraria.

Testo
Fabrizio Paolucci