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Sala di Marte

Autore
Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona (Cortona 1597 – Roma 1669)
Data
1643-1644 e 1647
Tecnica
Affreschi e stucchi

Questa sala, un tempo anticamera per ambasciatori e personaggi di riguardo che attendevano d’esser ammessi al cospetto del granduca, è intitolata a Marte e fa parte del ciclo delle cosiddette stanze dei Pianeti eseguite negli anni Quaranta del Seicento da Pietro da Cortona. L’intera volta è occupata dall’affresco che rappresenta allegoricamente il tema dell’educazione del giovane principe, istradato all’arte della guerra e del comando da Marte, per eccellenza il dio tutelare delle virtù militari. Lungo la fascia perimetrale infuria la battaglia navale a cui il principe prende parte, sotto di gli auspici di Marte, che dà vigore al giovane illuminandolo con la propria stella. Al termine del conflitto, Ercole, alter ego del principe e dio tutelare dei Medici, costruisce un trofeo con le spoglie nemiche consegnategli dai Dioscuri, e un corteo di prigionieri, deposte le armi in augurio di una pace duratura, avanza verso le personificazioni femminili della Vittoria, dell’Abbondanza, e della stessa Pace.

Al centro della volta, sollevato in volo da uno stuolo di cherubini, è lo stemma mediceo, sormontato da una corona che reca iscritto al suo interno il nome di Ferdinando II de’ Medici, committente dell’illustre impresa decorativa. Per la partitura teatrale e il vorticoso disporsi dei personaggi nel soffitto, la sala raggiunge, forse più di altre stanze, l’illusionismo barocco della celebre volta di Palazzo Barberini che Pietro da Cortona aveva da poco terminato di affrescare a Roma con il Trionfo della Divina Provvidenza.