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Palazzina e Bastione del Cavaliere

Autore
Giuseppe del Rosso (1760-1831) ed altri

Il Bastione del Cavaliere sul quale è situata l’omonima palazzina fu costruito durante il periodo repubblicano fiorentino, fra il 1527 e il 1530. Sulla sommità, come si rileva dalla lunetta dipinta da Giusto Utens (1599-1602), esisteva già un edificio dove aveva abitato il cavaliere Malatesta Baglioni, da cui deriva il nome di questa porzione di Giardino di Boboli. Qui si intrecciano il bastione costruito durante l’assedio di Firenze del 1527, le mura trecentesche e la cinta muraria fatta costruire da Cosimo I de’ Medici tra il 1546 e il 1548 durante la guerra contro Siena. Nel 1614 furono realizzate due vasche per fornire l’acqua alla nuova estensione del Giardino di Boboli, una ai piedi del Bastione  - che prenderà il nome di Vasca o Conserva delle Trote - l’altra all’interno del Bastione stesso, chiamata Conserva del Cavaliere. Alla fine del Settecento il Granduca Cosimo III de’ Medici fece costruire l’attuale Palazzina destinata al figlio secondogenito Giangastone. La costruzione venne a sormontare la Vasca delle Trote, che fu quindi coperta da una struttura voltata sorretta da un grande pilastro immerso nell’acqua, che conferì a questo ambiente un aspetto particolarmente suggestivo.

Davanti alla Palazzina si trova il bellissimo Giardino del Cavaliere al quale si accede attraverso una doppia rampa a tenaglia - che avvolge un volume a cilindro sormontato da un terrazzo circolare - progettata da Giuseppe del Rosso nel 1793.

In questo periodo la facciata della Palazzina assunse un aspetto neoclassico ancora oggi visibile. La facciata si presenta infatti spartita da dieci lesene con capitelli ionici sormontati da una cornice aggettante che corre per tutta la sua lunghezza. Sulla sommità della facciata una serie di sei vasi in terracotta, alternati da quattro statue sempre in terracotta, ingentilisce il regolare prospetto rettangolare. Gli scomparti di muratura tra le lesene sono decorati  con motivi geometrici. Cinque semplici aperture immettono negli ambienti interni dove fino ad oggi ha avuto sede il Museo delle Porcellane che raccoglie un’importante collezione di manifatture di Meissen, Ginori e Sèvres  provenienti dalle collezioni lorenesi.