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Madonna col Bambino detta Madonna della loggia

Autore
Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510)
Data
1466-1467 circa
Collezione
Tecnica
olio su tavola
Dimensioni
cm 72 x 50
Inventario
Depositi 8

La Madonna, rappresentata a tre quarti di figura, sorregge affettuosa il figlio Gesù che abbraccia con slancio la madre accostando il volto alla sua guancia. Si tratta di un’antica iconografia di origine bizantina, la Glykophilousa, che conobbe un rinnovato successo fra gli artisti fiorentini nel XV secolo. Maria appare pensosa, prefigurando il destino doloroso che attende il figlio. Le due figure sono inserite entro un’architettura rinascimentale aperta sul fondo, una loggia da cui prende il titolo il dipinto. L’opera appartiene alla fase giovanile di Botticelli, come suggeriscono i richiami allo stile di Filippo Lippi, nella cui bottega Sandro svolse il suo apprendistato di pittore dopo aver frequentato, molto giovane, la bottega di un orafo. Botticelli lasciò la bottega di Filippo Lippi intorno al 1467, in concomitanza al trasferimento di Filippo a Spoleto, e probabilmente si accostò a Andrea Verrocchio, l’altro grande maestro determinante per la sua formazione; a questo momento risale l’esecuzione della Madonna della Loggia. L’immagine esprime il naturale sentimento di una madre per il figlio ed emana un senso di tenera intimità. La composizione è desunta, in controparte, dalla Madonna col Bambino dipinta da Filippo Lippi intorno al 1460 a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, a sua volta ispirata dalle interpretazioni che del tema avevano dato gli scultori Lorenzo Ghiberti, Donatello e Luca della Robbia con vari materiali, soprattutto terracotta, marmo e stucco.

Botticelli desume invece dalla pittura fiamminga l’ambientazione, con le figure situate davanti a una loggia che si apre su un paesaggio campestre descritto minuziosamente. Purtroppo questa parte appare piuttosto rovinata, nonostante il restauro del dipinto effettuato nel 2004, che ne ha per altro confermato l’autografia botticelliana, messa in dubbio in passato a causa del mediocre stato conservativo.

L’opera, probabilmente in origine inserita in una cornice a tabernacolo, potrebbe fare parte di quei “colmi da camera” destinati alla devozione privata, cui Botticelli si dedicò prima di ricevere commissioni più impegnative. Un’ipotesi sulla committenza della Madonna della Loggia è fornita dalla sua provenienza. La tavola è difatti pervenuta alla Galleria degli Uffizi nel 1784 dalla Camera di Commercio, Arti, istituzione che aveva assorbito le funzioni ed incamerato i beni delle antiche corporazioni di mestiere, dette Arti, e del Tribunale di Mercanzia. Venne dunque probabilmente eseguita per una delle Arti o per il Tribunale di Mercanzia.

 

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