Gruppo di Pan e Dafni

Arte romana
Data
Età alto imperiale (I-II d.C. secolo)
Collezione
Collocazione
Terzo Corridoio (A24)
Tecnica
Marmo greco
Dimensioni
140 cm (altezza)
Bibliografia

A. Romualdi (a cura di), Studi e restauri. I marmi antichi della Galleria degli Uffizi, II, Firenze, Polistampa, 2007 (con contributi di B. Arbeid, Gruppo di Pan e Dafni, pp. 154-161; M. Ricci, Il restauro, pp. 162-165) e bibliografia precedente.

Inventario
1914 n. 92

Le vicende collezionistiche di questo gruppo scultoreo risultano alquanto oscure: non si conosce infatti il luogo di rinvenimento dell’opera, presente a Villa Medici a Roma fin dal 1722, e trasportata a Firenze nel 1787. La coppia di figure rappresenta il dio Pan, dai tratti caprini, seduto al fianco del pastore Dafni, intento a suonare la siringa (syrinx). Dafni, figlio di Hermes e della ninfa Dafnide, incarna, nel mito greco, l’ideale dell’eromenos, il fanciullo di ineguagliabile bellezza capace di affascinare ogni uomo o divinità. Oltre ad Apollo, Dafni fu suo amante anche Pan che, in questo gruppo, cinge il giovane con il braccio sinistro, mentre con quello destro sembra guidarlo nell’utilizzo dello strumento. Nella figura di Pan risultano di integrazione la zampa sinistra, le corna ed entrambe le braccia, mentre nel Dafni si segnalano il braccio sinistro con la siringa, la mano destra e alcune parti della testa. Dalle fonti letterarie e dai ritrovamenti archeologici sono note diverse repliche di questo gruppo, il cui originale era forse ascrivibile al tardo ellenismo. Il carattere erotico, tuttavia, lascia qui spazio a una serie più complessa di rimandi, fra cui trovano spazio il tema della natura, della poesia bucolica e della morte tragica.

Testo
Fabrizio Paolucci