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Grotta di Madama

Autore
Davide Fortini (? – 1590)

Intorno al 1550, con l’inizio dei lavori di sistemazione del Giardino di Boboli, fu realizzato un piccolo giardino sistemato di fianco alle mura del Convento di San Giorgio ed adibito, secondo la volontà di Cosimo I de’ Medici, alla coltivazione dei frutti nani, come è evidente anche dalla rappresentazione di Boboli nella celebre lunetta dipinta da Giusto Utens (1599-1602).

In questa porzione di giardino, negli anni tra il 1553 ed il 1555, fu costruita una piccola grotta, in seguito denominata “di Madama”, sotto la direzione di Davide Fortini, genero del Tribolo, cui i Medici avevano commissionato la progettazione dell’intero Giardino di Boboli.

La facciata della Grotta presenta una parete a finta roccia inquadrata da una cornice in pietra sormontata da un timpano triangolare. Al centro della parete si apre una porta di piccole dimensioni con stipiti e cornice superiore in marmo bianco che contrasta fortemente con la parete stessa.La Grotta, voltata a botte, ha le pareti in roccia spugnosa con inseriti elementi architettonici, quali riquadri e nicchie. Sul fondo, tra le finte stalattiti, sono inserite sculture di animali, preceduti da una vasca ovale con volute su zampe di leone. Gran parte delle sculture fra cui le capre e la testa di montone sul fondo nonché la vasca ovale con putti e capricorni, si devono a Giovanni di Paolo Fancelli, mentre la capra centrale è opera di Baccio Bandinelli. Il pavimento in marmo fu realizzato da Santi di Michele Buglioni; la bellissima volta a lacunari presenta una decorazione a grottesche eseguita nel 1555 dal Bachiacca.

Nel 1696 la vasca fu sostituita da una copia. L’originale si trova sotto l’ultima finestra della facciata di Palazzo Pitti sul lato sinistro. La grotta era infine chiusa da una porta lignea con lo stemma della casa d’Austria, riferibile a Maria Maddalena d’Austria, moglie di Cosimo II, alla quale si deve presumibilmente il nome di Madama.

Nel corso del XVIII secolo l’architettura subì il completo abbandono fino ad essere usata come deposito di mobili (1922).