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Fortezza

Autore
Sandro Botticelli (Firenze 1445 -1510)
Data
1470
Collezione
Collocazione
Sala 9
Tecnica
Tempera grassa su tavola
Dimensioni
167 x 87 cm
Inventario
Inv. 1890 n. 1606

La Fortezza è raffigurata come una giovane donna che indossa un’armatura sopra la veste leggiadra e impugna lo scettro del comando. Nonostante gli attributi militareschi, la Virtù allude alla forza e alla perseveranza nel perseguire il bene. E’ una delle quattro Virtù cardinali, ovvero le principali virtù umane.

La tavola è l’unica dipinta da Sandro Botticelli in un ciclo pittorico dedicato alle Virtù commissionato a Piero del Pollaiolo nel 1469 e destinato alla sala dell’Udienza nel Tribunale di Mercanzia in piazza della Signoria a Firenze, oggi conservato alle Galleria degli Uffizi. La commissione al Botticelli fu dovuta a Tommaso Soderini, uno degli Operai incaricati di sorvegliare l’esecuzione del lavoro, grazie forse al legame del giovane Sandro con la fazione medicea della quale faceva parte anche Soderini. Le comprensibili proteste del Pollaiolo contribuirono tuttavia a limitare a quest’unica figura la partecipazione del Botticelli alla commissione. Diversamente dalle altre tavole del ciclo, realizzate con assi di cipresso, il supporto della Fortezza è costituito da assi di pioppo, l’essenza di uso più comune nella pittura su tavola in Toscana. La Virtù di Botticelli si differenzia anche nella tipologia dello scranno marmoreo, più riccamente ornato d’intagli. Il corpo della giovane donna presenta una silhouette allungata e sinuosa e il volto è già permeato da quell’intonazione languida e malinconica caratteristica delle figure femminili di Sandro.

Il Tribunale di Mercanzia era l’organo che si occupava delle controversie commerciali dei mercanti fiorentini e amministrava la giustizia fra i componenti delle Arti. Il patrimonio di questa magistratura nel XVIII secolo confluì nella Camera di Commercio, da cui i sette dipinti con le Virtù pervennero alla Galleria degli Uffizi nel 1777.

 

 

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