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Dacio prigioniero

Autore
Arte romana
Data
prima metà del II secolo d.C.
Collocazione
Sala del Castagnoli
Tecnica
Marmo bianco a grana media
Dimensioni
cm 245
Inventario
OdA 1911, n. 440

La statua, già nella collezione romana Della Valle-Capranica, fu acquistata da Ferdinando de' Medici e collocata a Villa Medici sul Pincio, per poi essere trasferita a Firenze entro il 1823. Tra le quattro figure di Daci prigionieri conservate a Firenze, quella della Galleria Palatina è l’unica ad essere interamente realizzata in marmo bianco: la statua, al pari delle altre, raffigura un uomo barbato vestito di tunica, mantello affibbiato sulla spalla destra e pantaloni (bracae) che scendono fino alle caviglie.

Nonostante sia attualmente saldata al corpo da un tratto stuccato, la testa è antica e pertinente: al pari di uno dei due Daci sistemati nel Giardino di Boboli, anche in questo caso l’uomo figura a capo scoperto e caratterizzato da un’acconciatura a caschetto, piuttosto rara nell’ambito di questo tipo iconografico. Proprio con il barbaro di Boboli, la statua della Palatina presenta affinità particolarmente stringenti, persino nelle misure del volto.

È possibile che questa statua facesse parte della decorazione scultorea degli avancorpi della basilica Ulpia o del lato sud del Foro di Traiano, ovvero dell'imperatore che tra il 101 ed il 106 condusse una vittoriosa campagna militare contro i Daci, conclusasi con la loro sottomissione e con la conquista romana del loro territorio, corrispondente all'attuale bacino dei monti Carpazi. Ai complessi traianei di Roma si riferiscono peraltro altre figure di “Barbari” di dimensioni analoghe all'esemplare della Palatina, con le quali esso condivide anche il dettaglio del retro appiattito e lavorato nella parte centrale, verosimilmente in vista dell'inserimento in una parete: le sensibili differenze stilistiche ravvisabili fra queste diverse statue di Daci dovranno, invece, essere imputate all’opera di diverse botteghe, impegnate contemporaneamente nei lavori di decorazione. 

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