Condividi

Battaglia di Ponte dell'Ammiraglio

Autore
Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987)
Data
1951– 1952
Collezione
Collocazione
Uffizi, San Pier Scheraggio
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
318 x 520 cm
Iscrizioni

in basso a destra "Guttuso/Roma ’51-‘52”

Inventario
Inv. 1890 n. 10113

Nella piana di Ponte dell'Ammiraglio, in Sicilia, nei pressi di Palermo (il cui ampio golfo fa da sfondo al dipinto), ecco irrompere in tutta la sua fierezza, camicia rossa, poncho al collo e spada sguainata, a cavallo di un nero destriero, Giuseppe Garibaldi, al comando di uno scelto drappello di impavidi soldati.

L'episodio di storia risorgimentale è programmaticamente scelto da Guttuso quale paradigmatico esempio di quegli ideali di lotta e di libertà che, durante la Seconda Guerra Mondiale, avevano guidato la Resistenza partigiana e condotto infine alla liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista. L'attualità della battaglia risorgimentale è enfatizzata dai volti di alcuni dei soldati, ritratti da Guttuso con le fattezze di compagni di vita e di lotta partigiana. Inoltre l'artista si autoritrae sia nel contadino riverso in primo piano, in basso a sinistra, che nel garibaldino con sciabola sguainata in piedi sulla destra del dipinto. "Pensai di riproporre il quadro storico attraverso un legame con la contemporaneità. Alla Battaglia di Ponte dell'Ammiraglio aveva partecipato mio nonno e io avevo udito i racconti di mio padre" dichiara il pittore nel 1982. Studi puntuali della pittura del Rinascimento si fondono con il più alto Romanticismo francese (da Delacroix a Géricault), senza dimenticare, ovviamente, l'alto riferimento alla recente Guernica picassiana; il risultato è un capolavoro nel quale autobiografia e piena partecipazione a un momento storico che impone difficili scelte politiche si coniugano in uno stile enfatico e diretto, quello del Realismo sociale.

Preparata da un ricco gruppo di disegni, studi preparatori e bozzetti, l'opera è infine presentata alla Biennale di Venezia del 1952, dove suscita polemiche e critiche feroci da più parti. Ne seguirà una seconda versione, realizzata nel 1955 per l'Istituto Studi Comunisti Palmiro Togliatti, oggi in collezione della Galleria Nazionale di Roma. La prima versione è acquistata nel 2004 dalle Gallerie degli Uffizi, quale “vero e proprio pendant espressivo e ideologico, oltre che dimensionale, della Battaglia di Cagli” (Natali 2005). Le due Battaglie sono esposte, in scenografico e significativo confronto, negli ambienti di San Pier Scheraggio all'interno degli Uffizi.