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Ritratto di Alessandro de' Medici

Autore
Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574)
Data
1534
Collezione
Collocazione
Sala 83
Tecnica
olio su tavola
Dimensioni
157 x 114 cm
Inventario
1890 n.1563

Alla morte di Lorenzo il Magnifico, Firenze conobbe decenni di instabilità politica nei quali le fazioni antimedicee e filomedicee si alternarono alla guida della città finché nel 1530, in seguito all’alleanza tra Papa Clemente VII de’ Medici e Carlo V, gli oppositori medicei furono sconfitti dalle truppe imperiali che assediarono la città. Alessandro de’ Medici, detto il “moro” per la sua carnagione scura, era figlio naturale di Lorenzo, Duca d’Urbino, fratello del Papa, e di una serva mulatta, ma alcuni ritengono che fosse addirittura figlio del Papa stesso, il quale intervenne presso l’imperatore per farlo nominare duca di Firenze.

Questo suo ritratto fu commissionato al Vasari da Ottaviano de’ Medici probabilmente su richiesta del duca stesso, così come era avvenuto pochi mesi prima per il Ritratto di Lorenzo il Magnifico. Entrambi i dipinti erano corredati da una lunga lettera di accompagnamento che ne svelava il significato allegorico con intento celebrativo della dinastia medicea, presso la quale l’artista aretino rimarrà al servizio come pittore e architetto di corte per tutta la durata della sua carriera artistica.

Il giovane duca è rappresentato a figura intera secondo una tipologia inconsueta all’epoca, che tuttavia richiama chiaramente quella di Giuliano de’ Medici di Michelangelo, nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo. L’armatura splendente di cui è rivestito è lo specchio delle sue qualità, mentre il mantello rosso adagiato sulla seduta simboleggia il sangue dei nemici sconfitti. Lo sgabello rotondo indica che il suo regno non avrà mai fine poiché i suoi oppositori, rappresentati dalle erme scolpite sulle zampe, sono stati soggiogati per sempre. Sullo sfondo la città di Firenze in fiamme ricorda l’assedio del 1530, mentre il ramo d’alloro che rinasce vigoroso dal tronco tagliato, richiamo al Ritratto di Cosimo il Vecchio del Pontormo, simboleggia la dinastia medicea tornata al potere più forte dopo l’esilio.

Il dominio di Alessandro sulla città toscana ebbe in realtà vita breve, perché nella notte tra il 6 e il 7 gennaio del 1537 egli fu assassinato dal cugino Lorenzino. Con la sua morte si estingueva il ramo principale della famiglia, ma il potere mediceo sarebbe stato ben presto assicurato dall’ascesa del ramo cosiddetto “Popolano” con Cosimo I.