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Sala Bianca (o Sala degli Stucchi)

Autore
Grato Albertolli (Bedano, 1740 c. – Milano, 1812) e Giocondo Albertolli (Bedano, 1742 – Milano, 1839)
Collocazione
Palazzo Pitti
Tecnica
Stucco

Il cosiddetto Salone dei Forestieri di epoca medicea fu trasformato, su volere del Granduca Pietro Leopoldo, in una sontuosa sala da ballo (ad oggi la più grande dell'intero Palazzo) adorna di stucchi ad alto rilievo realizzati tra il 1774 e il 1776 dai fratelli luganesi Grato e Giocondo Albertolli, cui il Granduca affidò anche la decorazione del salone da ballo della Villa del Poggio Imperiale. La ricchezza ornativa degli stucchi, tutta orientata su simboli e stilemi di matrice neoclassica, dona all’ambiente un carattere di raffinata eleganza accentuata dalla luminosità dei bianchi, che risalta sugli sfondi tinteggiati in colori pastello – rosa, verde, ocra – tornati alla luce, dopo gli ultimo restauri, nelle loro delicate cromie. Le pareti laterali sono scandite in intervalli architettonici da lesene corinzie e da grandi portali, questi ultimi riccamente decorati da cornici culminanti nei sovrapporta (timpani a sesto ribassato) che immettono negli ambienti adiacenti la sala.

In questo contesto decorativo, di estrema modernità e di rigore geometrico, furono inserite le undici lumiere acquistate nel 1785 presso il negozio-emporio di Giacinto Micali a Livorno (insieme agli specchi, provenienti da Parigi) e posizionate secondo una scansione simmetrica dello spazio e della luce: una più ampia al centro e 10 sui lati (4 sui lati lunghi e 2 su quelli corti).

Questa splendida sala da ballo nell’immediato dopoguerra diventò importante scenario della moda internazionale: dalla prima sfilata organizzata nel 1951 da Giovanni Battista Giorgini, e per i successivi trent’anni, le passerelle della Sala Bianca hanno contribuito a diffondere l’internazionalità della moda, portando il nome ‘Pitti’ in tutto il mondo.