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Ritratto di anonima di età adrianea

Autore
Arte romana
Data
prima età adrianea
Collezione
Collocazione
Depositi
Tecnica
Marmo bianco a grana fine
Dimensioni
altezza cm 69 cm (parte antica cm 25,5)
Inventario
1914 n. 2016

L’opera, di ambito probabilmente funerario, rappresenta una matrona romana. Le asimmetrie che si riscontrano in corrispondenza di occhi e sopracciglia permettono di ipotizzare un’originaria impostazione della testa inclinata verso destra. La fronte e le tempie sono incorniciate da una frangia liscia, resa con rade e superficiali linee incise, discriminata al centro e appena ondulata lungo il margine inferiore. Una ciocchetta semilunata scende davanti a ciascuna delle orecchie scoperte. La calotta è cinta da un turbante formato da trecce che si incrociano le une sulle altre, mentre la sommità della testa appare rilavorata in età moderna, forse una conseguenza di preesistenti rotture. Sul retro il turbante non è espanso, ma aderisce alla parte posteriore del cranio con un complesso gioco di trecce sovrapposte. Sulla nuca i capelli sono suddivisi in ciocche ondulate.

La conformazione delle trecce e del turbante ricorda le immagini di Matidia Minore e di sua sorella Vibia Sabina, moglie dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.), quest’ultima nel cosiddetto tipo “Vaison”, entrambe presentate dalla propaganda imperiale come esempi positivi di rispondenza alle virtù tradizionali e di devozione all’imperatore. E a tali modelli si sceglie di avvicinare l’anonima matrona qui raffigurata, probabilmente non di altissimo lignaggio data la qualità dell’esecuzione del ritratto, nell’unico monumento che ne avrebbe eternato fattezze e memoria, il ritratto funerario, che diventa così vera e propria dichiarazione di aderenza agli ideali femminili di riferimento.

La provenienza della scultura è sconosciuta. Essa è entrata a far parte delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi di recente, nel dicembre 2019, in seguito al suo acquisto presso la Casa d’Aste Pandolfini di Firenze.