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Ritratto di Bartolomeo Panciatichi

Agnolo Tori detto Bronzino (Firenze 1503- 1572)

Data
1541-1545
Collezione
Pittura
Collocazione
D14. Bronzino  
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
cm. 104 x 85
Inventario
1890 n. 741

Appartenente a una ricca famiglia di mercanti di origini pistoiesi che si era stabilita a Firenze, Bartolomeo Panciatichi era nato in Francia, figlio naturale di Bartolomeo il Vecchio e aveva compiuto i suoi studi letterari tra Lione e Padova. Fin da ragazzo aveva frequentato la corte del re di Francia, Francesco I, e negli anni di formazione si era avvicinato ai movimenti di riforma religiosa che si andavano diffondendo in Europa a seguito della predicazione luterana e calvinista. Tornato a Firenze, sposò Lucrezia Pucci e servì la corte medicea come diplomatico e uomo di fiducia di Cosimo de Medici.

Bronzino eseguì il suo ritratto insieme con quello della moglie Lucrezia (Inv. 1890 n. 736) negli anni Quaranta del Cinquecento, quando s’imponeva come artista di punta a Firenze, apprezzatissimo per la sua pittura nitida, smaltata, la precisione descrittiva quasi maniacale e l’eleganza suprema dei soggetti, tanto nella ritrattistica quanto nelle scene sacre o mitologiche.

Bartolomeo viene presentato in piedi, appoggiato disinvoltamente a una balaustra di là dalla quale si apre uno scorcio di città. Le facciate di palazzi collocati su due direttrici trasversali si addossano le une alle altre, scorrendo progressivamente verso il fondo, interrotte al centro da una parete frontale bucata da un arco. Sul primo edificio a destra appare in bella vista lo stemma di famiglia, simbolo del protagonista e del suo rango nobiliare. L’abbigliamento è lussuoso, giocato sul contrasto tra la lunga giacca di panno nero con decorazioni a rilievo e la giubba di raso rosso lacca sulle cui maniche si aprono tanti piccoli tagli per lasciar intravedere la camicia sottostante. In abbinamento alle vesti, Bartolomeo indossa un berretto morbido nero e stringe tra le mani un libro e un guanto. Il volto magro e lungo è vivacizzato dallo sguardo pungente e dalla barba rossa, dipinta filo per filo e modellata in due ciocche a punta, conforme all’uso del tempo. L’atmosfera austera, come raggelata, della scena è interrotta solo dall’apparizione del cucciolo di molosso nero che spunta in basso a destra, incuriosito dalla presenza dello spettatore.

Bibliografia

C. Falciani, scheda n. III.1, in Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici, a cura di C. Falciani e A. Natali, Firenze, 2010, p. 166; F. de Luca, scheda n. 26, in I volti della Riforma. Lutero e Cranach nelle collezioni medicee, a cura di F. de Luca e G. M. Fara, Firenze 2017, pp. 118-119.

Testo di
Anna Bisceglia
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