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Icona "Apparizione della Madre di Dio e di san Nicola al sacrestano Juryš, con scene delle festività"

Autore
Russia centrale, bottega
Data
1725-1750 c.
Tecnica
tempera su tavola
Dimensioni
35,6 x 29,2 cm
Inventario
1890, no. 9343

 Alla vigilia della consacrazione della chiesa eretta nei pressi del fiume Tichvina per accogliere l’icona prodigiosa della Madre di Dio, della quale si conserva una replica anche nella collezione degli Uffizi (inv. 1890 n. 9347), il sacrestano Juryš ebbe una visione della Vergine, che gli apparve insieme a san Nicola. La Madre di Dio chiedeva che venisse realizzata col legno, invece che col ferro, la croce destinata alla chiesa di Tichvin, a somiglianza della croce di Gesù. La scena è narrata al centro dell’icona, dove Maria, come voleva la tradizione, siede su un albero caduto, poi divenuto una venerata reliquia. Juryš, inginocchiato davanti a lei, è raffigurato di minore grandezza, secondo una gerarchia delle proporzioni che rispecchia l’importanza delle figure. Il risalto attribuito al miracolo, rispetto alle importanti festività rappresentate nelle sedici scene che inquadrano l’episodio, fa pensare che l’icona sia stata eseguita nei territori della Russia nord-occidentali, dove più radicata era la venerazione per la Madre di Dio di Tichvin, oppure, in alternativa, che riproduca un modello originario di quei territori.

Il medaglione centrale è inquadrato da elaborate cornici di gusto barocco ricorrenti in molte delle icone della raccolta degli Uffizi. Poco usuale è l’impiego della forma ovale, che accomuna quest’opera all’icona con San Nicola taumaturgo nella stessa collezione (inv. 1890 n. 9223). Similmente si osserva una fattura più raffinata nell’esecuzione della raffigurazione centrale rispetto alle piccole storie laterali, secondo un procedimento radicato nella pittura di icone.