Icona L’apostolo Giovanni Teologo in silenzio

Russia centrale
Data
1725-50 c.
Tecnica
tempera su tavola
Dimensioni
32,3 x 27,8 cm
Inventario
1890 n. 9322

Giovanni, apostolo ed evangelista, è qui raffigurato a mezzo busto davanti a un libro aperto sul quale è riportato l’incipit del Vangelo da lui composto. I tratti senili del volto, canuto e con lunga barba, lo connotano in età avanzata. Gli sono vicini l’aquila, simbolo dell’evangelista nel tetramorfo, e l’angelo che, sull’isola di Patmos, esortò Giovanni a raccontare le sue visioni, confluite poi nell’Apocalisse. Il piccolo calamaio con penna d’oca sullo sfondo ribadisce l’importanza degli scritti di Giovanni, che tramandano la parola di Dio.

Il titolo dell’icona è derivato dal gesto compiuto dal santo, che si porta le dita alle labbra invitando al silenzio. Si presume che questa particolare attitudine sia derivata da un passo del suo Vangelo, che così si conclude «Molte altre cose fece Gesù, ma se si scrivesse di tutto in particolare, allora, penso, l’intero mondo non riuscirebbe a contenere i libri scritti» (Gv. 21, 25).

Questa iconografia si diffuse in Russia nel XVI secolo, sebbene l’aggiunta di dettagli secondari, come il calamaio e le altre figure, compaia nelle icone a partire dal XVII secolo.

Il dipinto, opera di una bottega provinciale, rivela una certa inclinazione verso il linguaggio barocco e l’interesse per la pittura moscovita della prima metà del XVIII secolo, aperta all’influenza dell’arte europea. Tali caratteristiche si manifestano nella massiccia corporeità della figura, a stento contenuta nello spazio figurativo, oltre che nei panneggi movimentati delle vesti.

Testo
Daniela Parenti