Gabinetto Rotondo

Niccolò Gaspare Paoletti (Firenze, 1727 – 1813), Domenico Ruschi detto ‘il Portogalli’ (- notizie dal 1762-1782) e Giuliano Traballesi (Firenze, 1727 – Milano, 1812)
Data
1775
Tecnica
Stucco e dipinto murale realizzato a secco
Bibliografia

L. Baldini Giusti, Vicende costruttive (e distruttive), in Palazzo Pitti. L'Arte e la Storia, Firenze 2000, pp. 156 - 177.

Il progetto architettonico e decorativo dell’ambiente si deve a Niccolò Gaspare Paoletti che sfruttò la costruzione del nuovo rondò posto a sud, da parte di Giuseppe Ruggieri (1765- 1766), per ricavare al piano nobile un ambiente a pianta rotonda, nell’appartamento destinato alla Granduchessa Maria Luisa, moglie di Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena. Realizzato quindi tra 1765-1766, il Gabinetto venne però decorato dieci anni più tardi, con gli stucchi di Dominico Ruschi detto il Portogalli, gli intagli di Lorenzo Dolci, le dorature di Francesco Ristori, e le pitture di Giuliano Traballesi. L’eleganza del salotto è dovuta alla raffinatezza degli stucchi in oro su fondo chiaro di matrice neoclassica. Anche la forma circolare dell’ambiente richiama l’architettura classica così come la decorazione a rosette e finti lacunari della volta. Contribuiscono ad ampliare illusionisticamente lo spazio le alte specchiere poste a colmare gli ampi spazi tra i grandi finestroni che mettono in dialogo l’ambiente interno con quello esterno.

L’ambiente fu destinato dalla Regina Margherita di Savoia a sala da conversazione e lavoro.

Testo
Daniele Rapino