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Cerere

Autore
Baccio Bandinelli (Firenze 1493 – Firenze 1560) e bottega
Data
1548-58
Collocazione
Grotta grande, facciata
Tecnica
marmo
Dimensioni
h. 183 cm
Inventario
Boboli n. 3

 

 

Inizialmente abbozzata per la figura di Eva nel gruppo dei Progenitori per il coro del duomo di Firenze, la statua subì lo stesso destino dell’Adamo trasformato in Bacco, ovvero fu scartata e destinata ad altra collocazione. Il fatto che alcuni elementi dell’opera, come la testa e le mani, siano trattati in modo più grossolano, fa pensare che queste parti siano state completate da un altro scultore, probabilmente il collaboratore di Baccio Bandinelli, Giovanni Fancelli. La grande stuccatura visibile sul braccio sinistro, e le piccole sul destro, testimoniano antiche fratture, forse dovute a un difetto del blocco di marmo divenuto visibile solo quando il lavoro era già in una fase avanzata. Potrebbe trattarsi del motivo per cui l’opera fu scartata dal progetto per il duomo. Fu Vasari, come architetto di corte, a volerla collocare nel 1560 sulla facciata della Grotta Grande (al tempo ancora un vivaio) come pendant dell’Apollo eseguito dal medesimo scultore con la collaborazione della bottega. Cerere, seduta su un tronco d’albero, tiene nella mano destra un serpente, che in passato aveva portato a identificare erroneamente la figura come Cleopatra. In realtà il serpente, così come le spighe di grano tenute dalla mano sinistra, è uno degli attributi della dea della terra.