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Apostoli

Autore
Felice Carena (Cumiana, Torino 1879 – Venezia 1966)
Data
1926
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
135x190 cm
Inventario
Inv. Gen. 432

Dopo l’Ultima Cena, Cristo si ritira in preghiera con gli apostoli nell'Orto degli ulivi, ma questi, vinti dal sonno nella notte, si addormentano. In primo piano Giacomo, Pietro e Giovanni. Sul fondo della composizione sono riconoscibili i robusti alberi d’ulivo da cui deriva il toponimo ebraico, Getsemani.

Questo dipinto fu esposto alla Biennale di Venezia del 1926, dove Carena espose in una sala personale ben 50 opere. Ugo Ojetti, Antonio Maraini e Mario Pelagatti, commissari per gli acquisti della Galleria d’arte moderna di Firenze, ritennero di investire la ragguardevole somma di 37.000 lire in quest'opera, definendola “una commossa e grandiosa visione”. Il giudizio della commissione era dovuto all’abilità dimostrata da Carena nel coniugare in un linguaggio moderno diverse citazioni dell'arte del passato: artisti come Tintoretto, Giovanni Bellini o Caravaggio erano infatti i presupposti per la composizione di questo soggetto da parte di Carena. L'analogia con I cavatori di Monte Ceceri, dipinto di Baccio Maria Bacci acquistato anch'esso alla Biennale del 1926, è suggestiva: nell'Orto degli ulivi gli apostoli sono abbigliati come moderni lavoratori, fortemente caratterizzati nei tratti somatici e nei segni dovuti al tempo e alla fatica.

La critica contemporanea apprezzò particolarmente la capacità di Carena di parlare in modo chiaro e diretto allo spettatore: il soggetto religioso, senza nulla perdere in dignità, è ambientato in un'atmosfera veracemente quotidiana; la monumentalità degli apostoli è temprata da dettagli che li restituiscono come semplici esseri umani, tratteggiati con vividi dettagli realistici (le grosse mani da lavoratori, i volti abbronzati dal sole, le barbe ispide, le vesti grezze e ruvide) e placidamente addormentati in un giardino anch’esso dipinto con fedeltà naturalistica.