Apollo Sauroctono

Arte romana
Data
II secolo d.C., da un originale del 350 a.C.
Collezione
Collocazione
Secondo Corridoio (A23)
Tecnica
Marmo bianco a grana fine
Dimensioni
91 cm (altezza)
Bibliografia

Praxitéle, Catalogo della mostra di Parigi, pp. 226-227, n°55 (J.-L. Martinez) e bibliografia precedente.

Inventario
1914 n. 249
Restauri
2013 (Masini)

La scultura, di cui si ignora la provenienza, è presente nella Galleria fin dal 1565 e raffigura il giovane dio Apollo, signore del canto e della musica, che si appoggia delicatamente a una lira, posizionata su di un supporto e in parte coperta da un mantello. Per tipologia e posizione, si può ritenere che l’opera qui presente sia in buona parte frutto di un pesante restauro cinquecentesco, effettuato a partire da frammenti originali (torso, bacino, cosce) di una replica romana del più famoso Apollo Sauroktonos di Prassitele, realizzato verso il 350 a.C. Il singolare soggetto, che raffigurava il dio nell’atto di uccidere una lucertola che sale su un tronco, aveva probabilmente un significato allusivo al ruolo di Apollo come protettore dal male. La strumento musicale del dio e il suo supporto, decorato da un grifone, sono stati dunque integrati in età moderna (1586), verosimilmente a opera del restauratore Giovanni Caccini, che, non avendo riconosciuto il tipo statuario, sulla base del gusto della sua epoca completò le lacune della scultura, con abbondante ricorso a incrostazioni di marmi colorati.

Testo
Fabrizio Paolucci