Ritratto di Antonino Pio

Arte romana
Data
metà del II secolo d.C.
Collezione
Collocazione
Antiquarium di Villa Corsini a Castello
Tecnica
Marmo bianco di Göktepe (testa e collo)
Dimensioni
h cm 71 (parte antica cm 34)
Inventario
1914 n. 1

Questa splendida scultura raffigura l’imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.), successore di Adriano e iniziatore della dinastia degli Antonini. Il volto qui ritratto, caratterizzato dalla barba, sull’esempio del predecessore, e dai segni del tempo, a simboleggiare la saggezza del principe, è colto mentre volge lo sguardo meditabondo e malinconico verso sinistra. L’esemplare fiorentino si riconduce al tipo ritrattistico principale dell’imperatore, che sarà riprodotto fin dopo la sua morte, il cosiddetto “Formia-Croce Greca 595”, le cui molte repliche si differenziano soltanto nel trattamento delle ciocche sulla fronte, con una variazione nella conformazione “a tenaglia” o “a coda di rondine”. L’elaborazione di questa tipologia è databile, per confronto con l’iconografia monetale, al momento dell’adozione di Antonino Pio da parte di Adriano, nel febbraio del 138 d.C., e conobbe grande popolarità, maggiore dell’altro tipo ritrattistico noto, il tipo “Sala Busti 284”, probabilmente creato poco dopo, nel maggio dello stesso anno, in occasione della sua salita al trono.

L’evidente uniformità dell’immagine ufficiale di questo sovrano, nel corso di più di venti anni di regno, soprattutto se confrontata con gli otto tipi ritrattistici associati al predecessore Adriano, fu chiaramente una scelta ideologica, un simbolo evidente della stabilità e del rigore che appaiono essere la cifra stilistica distintiva del Principato di Antonino Pio e che caratterizzano anche la presentazione pubblica dell’imperatrice Faustina Maggiore.

Acquistato a Roma tra il 1571 e il 1592 da Giulio Gualtieri, il pezzo fu inizialmente sistemato presso Villa Medici e trasferito a Firenze soltanto nel 1787. Recenti indagini mineralogiche hanno consentito di individuare il luogo di provenienza del marmo nelle cave di Göktepe (nell’odierna Turchia), ampiamente sfruttate a partire dall’età adrianea. Sono moderni il tassello alla base del collo e la punta del naso, oltre al busto panneggiato, in alabastro fiorito.