Condividi

Un erudito nel suo studio (Faust)

Autore
Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida 1606 – Amsterdam 1669)
Data
1652 c.
Tecnica
Acquaforte, puntasecca e bulino
Dimensioni
210 x 160 mm
Inventario
6169 St. Sc.

Se mai esiste una chiave per entrare nella dimensione incantata che emana dalle incisioni di Rembrandt, questa è la comprensione della sua capacità prodigiosa di dosare sulla lastra i passaggi luminosi e di esprimere coi soli mezzi del bianco e nero il manifestarsi abbagliante della luce. Sotto tale profilo questa stampa è una delle sue più significative, perché interpreta le valenze simboliche e mistiche della luce secondo un’iconografia ancora avvolta dal mistero. Si è infatti molto discusso sull’effettivo soggetto della scena e sul significato dei singoli elementi che vi compaiono, interpretandola come la figura di un alchimista intento ai suoi esperimenti o come una rappresentazione di Faust, nel momento in cui una visione lo dissuade dallo scendere a patti col demonio, secondo una lettura oggi diffusamente accettata. Altri invece hanno cercato la soluzione in contesti esoterici, intendendo la scritta nell’apparizione luminosa come un riferimento agli anagrammi cabalistici della mistica ebraica, pensando alle frequentazioni che Rembrandt ebbe del ghetto di Amsterdam. Altri ancora vi hanno visto un’allegoria della fede cristiana che guida la sapienza umana, rappresentata dal vecchio erudito, verso la sapienza divina, di cui non può essere che un timido riflesso, visibile come in uno specchio.

La composizione è basata su due diverse tradizioni pittoriche: l’iconografia dello ‘studioso in un interno’ e quella del ‘santo folgorato da una visione’. Qualunque sia il reale significato della scena ad affascinarci è qui la capacità quasi magica di Rembrandt nel padroneggiare la resa della luce e di comunicarci attraverso di essa un messaggio dalle forti componenti emotive.