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Madonna col Bambino e dieci angeli tra i santi Benedetto, Pietro, Giovanni battista e Miniato

Autore
Agnolo Gaddi (Firenze documentato dal 1369  al 1396)
Data
Scomparto centrale: 1380 c.; Scomparti laterali: 1375
Collezione
Collocazione
Sala Andrea del Castagno
Tecnica
Tempera su tavola, fondo oro
Dimensioni
222 x 300 cm
Iscrizioni

DOMINE TECUM PARATUS SUM ET IN CARCEREM ET IN MORTEM IRE (Lc, 22, 33, sul libro di San Pietro)

Inventario
Contini Bonacossi n.29

Al cospetto di alcuni angeli, Gesù bambino siede in grembo alla madre, mentre benedice e tiene con sé un uccellino, considerato un simbolo dell’anima umana. In alto, nella cornice, due angeli incoronano Maria regina. Il trono, costituito da cuscini e dal drappo d’onore, ha perso ogni connotazione architettonica per divenire un prezioso e decoratissimo scrigno. Ai lati sono presenti quattro santi, fra i quali a destra figurano Giovanni Battista, patrono di Firenze, e il giovane principe Miniato, primo martire fiorentino, con la corona, lo scettro e i gigli. Le dimensioni dei santi risultano notevolmente inferiori rispetto a quelle delle figure della tavola centrale. Le varie parti si differenziano per stato di conservazione, forma e proporzioni degli archi e decorazioni delle aureole. La pala d’altare è infatti frutto di un assemblaggio moderno fra due distinte opere di Agnolo Gaddi, uno dei principali esponenti della pittura tardo-gotica a Firenze. Si ignora quale fosse l’originale destinazione del pannello centrale con la Madonna e il Bambino, mentre i laterali con i santi provengono da un polittico eseguito forse per la chiesa del monastero olivetano di San Miniato a Firenze, che presentava al centro la Madonna in trono già nella collezione Kisters a Kreulingen. Il santo che impugna il pastorale, forse il fondatore del monachesimo occidentale Benedetto, indossa sotto il piviale una tonaca bianca, uguale a quella dei monaci benedettini olivetani che dal 1373 risiedettero nel monastero fiorentino. Accanto a san Benedetto, l’apostolo Pietro tiene un libro con iscritta la frase pronunciata durante l’Ultima cena: DOMINE TECUM PARATUS SUM ET IN CARCEREM ET IN MORTEM IRE (Lc, 22, 33; Signore, con te sono pronto ad andare in carcere e a morire).

La tavola con la Madonna e il Bambino, presente nei primi anni del ‘900 nella collezione Masi a Peccioli (Pisa) e dopo nella raccolta di Achillito Chiesa a Milano, entrò nella raccolta di Alessandro Contini Bonacossi nel 1929, mentre i laterali furono acquistati a Roma prima del 1931. Per attenuare le differenze di forma e dimensione delle parti che oggi compongono il polittico, la cornice dei pannelli con i santi venne rifatta nel XX secolo a imitazione del coronamento della tavola mariana, parzialmente originale.