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Ritratto di Diadumeniano (cosiddetto Geta)

Autore
Arte romana
Data
217 d.C. circa
Collezione
Collocazione
Corridoio di Ponente
Tecnica
Marmo italico
Dimensioni
52 cm (altezza)
Inventario
1914 n. 226

L’opera raffigura un ragazzo che ha appena superato le soglie dall’età infantile, di cui reca ancora tracce vistose nella morbidezza dei tratti e dell’incarnato: la testa appare lievemente rivolta verso destra, con le palpebre superiori molto rilevate e le iridi scavate. Il fanciullo indossa una corazza nascosta dal panneggio del mantello, affibbiato sulla spalla sinistra mediante una fibula circolare. La chioma è stata invece frettolosamente lavorata nella parte retrostante. Risultano d’integrazione parte del naso e alcuni tasselli del collo e del busto. Inizialmente scambiato per il giovane Geta (209-212 d.C.), fratello minore di Caracalla, il ritratto è oggi identificato con quello di Diadumeniano, figlio di Macrino, che nel 217 d.C., alla morte di Caracalla, ne prese il posto alla guida dell’impero. Quando, appena un anno dopo, una congiura di palazzo portò alla morte del padre per assicurare l’ascesa al trono di Eliogabalo (218-222 d.C.), anche il giovane Diadumeniano, che all’epoca aveva dieci anni, fu assassinato mentre fuggiva verso il regno dei Parti.

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