Ritratto di anonima (cd. Agrippina Maggiore)

Arte romana
Data
1° metà I secolo d.C.
Collezione
Collocazione
I corridoio
Tecnica
Marmo greco
Dimensioni
altezza cm. 59 (parte antica cm 34)
Inventario
inv. 1914, n. 89

Il ritratto, probabilmente a destinazione funeraria, raffigura una dama privata che nell’acconciatura riecheggia – come consuetudine in età imperiale – alcune caratteristiche proprie delle matrone della domus Augusta; in particolare nei capelli divisi in due bande da una scriminatura centrale e nella coda di cavallo viene richiamato il primo tipo ritrattistico di Antonia Minore, in uso a partire dal 16 a.C., l’anno del suo matrimonio con Claudio Druso. I tratti del volto di questa ignota dama sono morbidi, così come morbide sono le onde dei capelli che, divisi al centro, si dispongono ai lati delle tempie, raccolti dietro la nuca in una coda ripiegata, corta e spessa, da cui si dipartono due boccoli che scendono ai lati del collo. Questo dettaglio, tipico delle raffigurazioni di alcune divinità in età classica, Venere in particolare, era stato ripreso dalle esponenti della casa imperiale già a partire da Livia e, per emulazione, era stato adottato anche dalle loro contemporanee, quale simbolo di bellezza e fecondità.

L’errata identificazione del ritratto con l’effigie di Agrippina Maggiore, nipote di Augusto e sposa di Germanico, è dovuta certamente ad alcune similitudini formali, ma trova la sua motivazione più profonda nel grande fascino esercitato da questa figura, capace di divenire già in vita tanto un modello a cui tendere, ad esempio per la prolificità e la fedeltà alla memoria del marito, quanto un exemplum negativo, per la sua ambizione e la sua diretta partecipazione alla lotta per il potere interna alla corte imperiale.

La scultura, di provenienza ignota, fa parte delle collezioni medicee almeno a partire dal 1676. Sono di restauro moderno il naso, parte del mento e dell’orecchio sinistro e un tassello della fronte, come è moderno è il busto sul quale la testa è oggi inserita.

Testo
Novella Lapini