Ritratto di Agrippina Minore

Arte romana
Data
Terzo quarto del I secolo d.C.
Collezione
Collocazione
Terzo Corridoio (A24)
Tecnica
Marmo bianco (parte antica)
Dimensioni
58 cm (altezza), parte antica 28 cm
Inventario
1914 n. 115

La testa ritratto riproduce le fattezze di Agrippina Minore, inserita su uno splendido busto moderno in alabastro, che un’iscrizione tracciata su un lembo della veste all’altezza del seno sinistro data al 1652. La disposizione dei ricci, ordinati in tre file ai lati del viso, cui si aggiungono una serie di piatte ciocchette ad anello che incornicia fronte e tempie e le ciocche di ricci “a cavatappi” che scendono lungo il collo, rappresentano essenzialmente un aggiornamento dell’acconciatura della madre, Agrippina Maggiore. Il ritratto rientra nella tipologia “Milano-Firenze”, che prende il nome dal luogo di conservazione delle più importanti repliche ed è databile agli anni del matrimonio con l’imperatore Claudio, tra il 49 e il 54 d.C., anche se manca il diadema semilunato che usualmente ne caratterizza i ritratti dopo il conferimento del titolo di Augusta, nel 50 d.C.

La figura di Agrippina Minore è centrale nella storia della prima dinastia imperiale romana, la giulio-claudia; ella fu infatti la prima matrona a trovarsi nella condizione di sorella, moglie e madre di un principe, condizione che la portò al centro della scena politica, di cui visse pienamente sia le possibilità sia i rischi, esemplificati nelle classiche accuse rivolte a Roma contro le donne, impudicizia e veneficio. Esiliata sotto il fratello Gaio con l’imputazione di adulterio, ma probabilmente per sospetto coinvolgimento insieme alla sorella minore Livilla in una congiura ai suoi danni, fu richiamata a Roma dallo zio Claudio, di cui divenne sposa nel 49 d.C. A lei, ormai Augusta, è imputato l’assassinio del marito per avvelenamento, al fine di favorire il passaggio di potere al figlio di primo letto, Nerone, sotto il quale giunse ad esercitare quasi una co-reggenza, finché la volontà di quest’ultimo di limitarne l’influenza non lo indusse al matricidio.

Non è nota la provenienza del ritratto, con ogni probabilità entrato in Galleria agli inizi del XVIII secolo, quando la testa fu collocata nella Tribuna, come confermato anche dal dipinto del 1772 di Johann Zoffany, “The Tribuna of the Uffizi”. Il suo attuale assetto è ascrivibile verosimilmente agli anni ’80 del Settecento, ad ogni modo entro il 1783, quando la scultura viene descritta negli inventari completa di busto.