Icona della Madre di Dio Gioia di tutti gli afflitti

Russia centrale
Data
1700-1730
Tecnica
Tempera su tavola
Dimensioni
25,1 x 22 cm
Inventario
1890 n. 9324

La raffigurazione di Maria come gioia di tutti gli afflitti si contraddistingue per la presenza di gruppi di supplicanti che ricevono dalla madre di Dio conforto alle loro sofferenze e ristoro attraverso le azioni benefiche degli angeli. I sofferenti, identificati da iscrizioni, sono divisi in sei gruppi, a sinistra offesi, ignudi e pellegrini, a destra afflitti, affamati e sofferenti. L’iconografia, derivata in prima istanza da un inno di un libro liturgico della chiesa greco ortodossa contenente otto uffici domenicali, l’Ottoeco, (“Gioia di tutti gli afflitti, tu sei avvocata ai derelitti, alimento ai miseri, conforto ai pellegrini, bastone ai ciechi, soccorso ai deboli, protezione e intercessione a chi si affanna, agli orfani aiuto e misericordia dell’Altissimo, o Purissima: affrettati, ti preghiamo, a salvare i tuoi servi”), fu forse influenzata dall’apparire di testi in cui erano raccolti i miracoli operati dalla Vergine. In ogni caso documenta l’importanza attribuita all’intercessione della Madre di Dio, nel sentimento religioso dell’epoca.

Rispetto alle altre icone coeve della raccolta degli Uffizi, il dipinto si caratterizza per una più puntuale e fedele imitazione dello stile del Maestro del Palazzo dell’Armeria del Cremlino a Mosca, rivelando una discreta finezza esecutiva nell’applicazione dell’oro sulle vesti e una certa morbidezza del modellato. Per queste caratteristiche, la tavola potrebbe essere stata dipinta in leggera antecedenza rispetto al nucleo più cospicuo di icone degli Uffizi, risalenti al 1725-1740 circa.

Testo
Daniela Parenti