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Madonna col Bambino e San Giovannino

Autore
Jacopo Carucci detto il Pontormo (Pontorme, Empoli 1494 – Firenze 1556)
Collezione
Collocazione
Uffizi, Sala 61
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
89 x 74 cm
Inventario
Inv. 1890 n. 4347

Quest’opera non finita appartenente alla maturità del Pontormo, fu riscoperta nel 1907 grazie al fine conoscitore Carlo Gamba. Venne rinvenuta all’interno dei depositi delle gallerie fiorentine dove la sfortuna critica del suo autore aveva finito per relegarla. Il quadro, che in passato fu interpretato come una raffigurazione della Carità, in virtù di quel trasporto d’affetto umanissimo che lega la donna ai due fanciulli, colpisce per l’inquieto battito della luce e il drammatico incupirsi delle ombre, che rimandano quasi fatalmente alla futura deposizione di Cristo. La vivacità dei colori tipica del Pontormo contribuisce a conferire un’atmosfera surreale all’intera composizione, la quale acquisisce un’aura sognante da ribalta di teatro. Nel dipinto si nota un consapevole e sensibile recupero della maniera leonardesca, sulla quale l’artista innesta un modo di costruire i volumi dei corpi derivatogli dal Michelangelo della Volta della Sistina. Proprio a Buonarroti il Pontormo sembra riferirsi nell’uso del colore puro per restituire l’avanzare e il retrocedere dei corpi. La possente Madonna dalla fisicità michelangiolesca, si curva avanti ad abbracciare Gesù Bambino, seduto sulle sue ginocchia, e San Giovannino, che si protende da destra. Anche la torsione del corpo e l’espressione patetica di San Giovannino sembrano rimandare a opere di Michelangelo di quegli anni come la Madonna Medici, così come lo sporgere della gamba del Bambino. L’incompiutezza dell’opera potrebbe essere dovuta alla effettiva coincidenza coi tempi dell’assedio di Firenze (dall’ottobre del 1529 all’agosto del 1530). Tempi che furono duri da sopportare per tutti i fiorentini, e che verosimilmente incisero sull’animo vibratile del Pontormo, tanto da  portarlo ad esasperare, nella sua produzione, forme e gamma cromatica e luministica.