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Spinario

Autore
Arte romana
Collezione
Collocazione
Sala 56
Tecnica
Scultura in maarmo greco con integrazioni in marmo di Carrara
Dimensioni
84 cm (altezza)
Inventario
Inv. 1914 n. 177
Restauri

2014 (fondi ministeriali)

La statua ritrae un fanciullo nudo assiso su una roccia, intento a togliersi una spina dal piede, probabilmente conficcatasi mentre il ragazzo stava schiacciando l’uva in occasione della vendemmia. Era un motivo molto diffuso e noto nell’antichità, probabilmente creato in Grecia nel III secolo a.C.. Da lì giunse a Roma dove venne replicato per raffigurare Ascanio, figlio di Enea e, secondo il mito, progenitore della dinastia a cui appartennero Giulio Cesare e Augusto.

Una curiosità: la prima volta che in epoca moderna si vide questa scultura fu attorno alla fine del XII secolo, a Roma: si trattava di una copia in bronzo, forse un originale (oggi conservato nei Musei Capitolini di Roma), scoperto per caso da un viaggiatore inglese. Fu da quel momento più volte replicato e divenne fonte di ispirazione anche di scultori moderni. Forse fu proprio la freschezza della scena, raffigurata con discreta eleganza, a fare del giovinetto indaffarato un motivo tanto interessante da replicare.

Il nostro Spinario risale al I sec a.C.: lo sguardo intento rivolto al piede sofferente, i capelli che accarezzano il collo e la fronte, le forme del corpo delicatamente modellate a ritrarre un corpo di giovinetto con i muscoli tesi nel difficile compito di non provare dolore.

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