Erote dormiente

 Arte romana
Data
II sec. d.C.
Collezione
Collocazione
A16.Tribuna
Tecnica
Marmo di Carrara
Dimensioni
32 cm (altezza), 72 cm (lunghezza)
Bibliografia

A. Muscillo in 1564-2014. Michelangelo. Incontrare un artista universale, Catalogo della mostra (Roma, Musei Capitolini 27 maggio – 14 settembre 2014), Roma 2014, pp. 245-246, cat. II.7  

Inventario
1914 n. 392

La Tribuna, sede di capolavori indiscussi della Galleria, accoglie figure di putti addormentati, delicatamente sdraiati su pelli di leone. Sculture del genere erano solitamente impiegate nell’arte romana per ornare tombe infantili. Di tale tipologia sono noti svariati esemplari, raffinati e dal forte impatto emotivo. Gli sguardi assopiti dei putti non mostrano segni di tristezza nonostante la destinazione funeraria delle sculture. Immersi nel mondo dei sogni, con capelli leggeri che incorniciano i volti dalle gote paffute e dalle bocche semiaperte, questi fanciulli erano circondati da simboli di augurio e rinascita. L’idea della morte come  passaggio ad una nuova vita è testimoniata, anche nella nostra opera, dai fiori di papavero raccolti nella mano sinistra del fanciullo. Dai papaveri in antico si ricavavano potenti sonniferi e la loro raffigurazione attribuisce alla morte il carattere di torpore provvisorio. Tale concezione del trapasso è confermata dalla presenza di una farfalla, il cui impiego quale simbolo dell'anima, con cui condivide in greco il medesimo nome, psyché, è ampiamente documentato da numerose attestazioni in contesti funerari. I simboli esibiti, dai forti connotati naturalistici, comunicano un intenso messaggio di speranza

 

Modello 3D realizzato in collaborazione con Indiana University. Visita https://www.digitalsculpture-uffizi.org/

 

Testo
Cristiana Barandoni