Dormizione della Madre di Dio

Russia centrale
Data
1725-1750 c.
Tecnica
tempera su tavola
Dimensioni
36,2 x 30,5 cm
Inventario
1890 n. 9300

Al centro della composizione Maria, distesa sul letto funebre, è compianta dagli apostoli; l’anima della Vergine è raffigurata come una bimba in fasce in braccio al Salvatore. Completano la scena le figure di due vescovi, forse Dionigi Areopagita, che secondo alcuni scritti avrebbe assistito alla Dormizione di Maria, e Giacomo di Gerusalemme. In alto la Vergine, ascesa al cielo, viene incoronata Regina dalla Trinità formata da Dio Padre, Gesù Cristo e lo Spirito santo in forma di colomba. Nel medaglione in basso è narrato il miracolo di Jefonia, l’uomo che per scherno durante il trasporto del corpo di Maria si attaccò alla lettiga, subendo per punizione l’amputazione delle mani da parte dell’arcangelo Michele.

Ai lati dell’icona dodici medaglioni inquadrano i dodici apostoli su nuvole, accompagnati da angeli. Questa raffigurazione rimanda alla tradizione derivata dai vangeli apocrifi, secondo la quale gli apostoli, sparsi per il mondo, furono miracolosamente trasportati a Gerusalemme per dare l’ultimo saluto a Maria.

L’icona, nell’episodio del Trasporto del feretro di Maria e degli apostoli sulle nubi in file parallele, trova affinità con l’iconografia della Dormizione della Vergine sviluppatasi a Jaroslavl nel XVII secolo. L’organizzazione dello spazio figurativo ricorda certi frontespizi della produzione libraria ucraina, come il Vangelo pubblicato a Leopoli nel 1636.

L’opera presenta analogie con le icone della collezione degli Uffizi nel tipo delle cornici che inquadrano le scene, dal disegno complesso e caratterizzate da elementi decorativi realizzati con tratti scuri. L’icona non sembra però essere accostabile stilisticamente a nessun altro degli esemplari fiorentini.

Testo
Daniela Parenti