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Altare

Data
XV-XVIII secolo
Collocazione
Cappella palatina

Con la venuta a Firenze di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena gli ambienti al piano terra di Palazzo Pitti, adibiti ad Appartamento da Cosimo III de’Medici, subirono una radicale trasformazione per creare la nuova Cappella di Palazzo. I lavori iniziarono nel 1766, quando inizialmente furono progettati per la Cappella tre altari di legno. Questi vennero sostituiti nel 1785 da un unico importante altare disegnato dal pittore Santi Pacini. Per realizzarlo furono utilizzate diverse parti di quello per la Cappella dei Principi in San Lorenzo, commissionato da Ferdinando I de’Medici nel Cinquecento, ma mai terminato e divenuto nel tempo una vera e propria miniera di materiali preziosi a cui attingere per nuovi lavori. Arricchirono così il nuovo altare due formelle a bassorilievo in commesso di pietre dure dell’inizio del Seicento, attribuite entrambe a Ludovico Cigoli. “l’Ultima Cena” fu posta al centro del paliotto con le allegorie della Fede e della Carità ai lati, mentre la formella raffigurante “l’Adorazione dei magi” costituì lo sportello del sovrastante ciborio, affiancato da figure a tutto tondo entro nicchie dei santi Atanasio e Giovanni Grisostomo. Alla sommità del nuovo altare fu lasciato il pregiato Crocifisso con la Maddalena ai piedi della Croce in avorio, capolavoro della scultura eburnea barocca, oggi attribuito a Lorenz Rues per l’intaglio ed a Antonio Raggi per la figura di Maddalena.

L’altare costituisce uno di tesori più preziosi racchiusi in Palazzo Pitti. E’ certo che questo capolavoro fu montato sotto la direzione dell’allora Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure Cosimo Siriessès, anch’egli artista, che provvide ad ornare ulteriormente l’altare con arredi sacri d’argento (una cosiddetta “residenza” con croce, statue di santi e candelieri) purtroppo andati perduti durante il governo francese.