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Altare

Data
XVII secolo e 1784-1785
Collocazione
Cappella Palatina
Tecnica
Marmo, pietre dure, bronzo dorato, avorio

Il progetto per l’altare della Cappella Palatina fu predisposto fin nei minimi particolari nel 1784 dal pittore Sante Pacini in collaborazione con Cosimo Siries, direttore della manifattura granducale specializzata nella lavorazione delle pietre dure. I variopinti e scintillanti pannelli ornamentali che decorano l’opera, ultimata nel 1785, provengono in massima parte dall’altare e ciborio seicentesco per la Cappella dei Principi in San Lorenzo. Lo straordinario insieme, mai portato a termine e conservato in una sala della Galleria degli Uffizi, fu smontato nel 1779 e i suoi innumerevoli elementi in pietre dure furono riutilizzati nella realizzazione di tre nuovi altari: quello della Cappella Palatina, quello della basilica di San Lorenzo e quello della cappella della villa del Poggio Imperiale, disfatto nel 1820.

Pacini ideò per l’altare della Cappella Palatina una struttura di lineare semplicità per dare risalto ai preziosi pannelli in pietre dure, tra i quali spiccano le lesene decorate a grottesche su fondo di diaspro giallo e il paliotto. Questo, rivestito di lapislazzuli, presenta al centro una formella con l’Ultima Cena eseguita a commesso nel 1604-1606 su disegno del pittore Ludovico Cardi detto il Cigoli. Altre due formelle seicentesche raffigurano la Carità e la Fede, realizzate in commesso a rilievo. La stessa sofisticata tecnica contraddistingue l’Adorazione dei Magi montata come sportello del tabernacolo, il cui aspetto ricorda un tempietto sormontato da un timpano di lapislazzuli e diaspro rosso di Cipro. La piccola struttura è connotata in corrispondenza delle facce laterali da due nicchie, all’interno delle quali sono collocate le statuette dei santi Atanasio e Giovanni Crisostomo, scolpite in pietre dure a tutto tondo e in origine facenti parte di due reliquiari eseguiti per Cosimo III de’ Medici. Al medesimo granduca apparteneva anche il gruppo in avorio e bronzo dorato del Cristo crocifisso con la Maddalena posto a coronamento dell’altare, donato nel 1693 dal cardinale Flavio Chigi.

Testo di
Riccardo Gennaioli
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