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Assunzione della Vergine (Assunta Passerini)

Autore
Andrea del Sarto ( Florence 1486-1530 )
Data
1526-1528
Collocazione
Sala dell’Iliade
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
cm 379 x 222
Inventario
Inv. 1912 n. 225

In questa pala d’altare di grandi dimensioni, alta quasi 4 metri e larga 2, Andrea del Sarto raffigura il miracolo dell'Assunzione in cielo della Vergine Maria. Il soggetto illustra un’antica tradizione di fede nata nel Cristianesimo, secondo cui Maria, essendo priva del peccato originale, è la sola ad essere accolta in cielo col corpo e con l’anima. Un miracolo, rispetto al destino dell’umanità, profondamente sentito nella devozione popolare, celebrato fin dal IV secolo in Medio Oriente, ma ufficializzato in dogma solo nel 1950 da Papa Pio XII. Adattando il progetto che aveva precedentemente elaborato per l’Assunta Panciatichi, anch’essa conservata nella Galleria Palatina, Andrea si adegua allo schema iconografico tipico del Rinascimento, in cui la scena dell'Assunzione e quella del Compianto degli apostoli sono raffigurate insieme, su due livelli. In quello inferiore, i discepoli di Cristo sono raccolti attorno al sepolcro vuoto della Vergine, su uno sfondo scuro in cui si intravede solo una roccia. Al livello superiore la Vergine ascende al cielo circondata di luce con le mani giunte in preghiera, seduta su una coltre di nuvole, sorretta da tre angioletti nudi e circondata nella sua ascesa da altri cinque, anch’essi a mani giunte. Nel gruppo degli apostoli si riconoscono in primo piano, inginocchiati a sinistra, San Nicola e Santa Margherita. Il primo, rivolto verso lo spettatore, veste un piviale di seta rosa, ed è affiancato sul terreno dalla mitra vescovile, da un libro e dalle tre sfere d’oro memoria della dote che fornì a tre giovanette indigenti; Santa Margherita da Cortona è ritratta nelle vesti di terziaria francescana, col saio e il velo bianco. La presenza di questi due Santi si spiega con la committenza del dipinto: la pala fu infatti richiesta da Margherita Passerini fra il 1526 e il 1528 per l’altare maggiore di Santa Maria dei Servi a Cortona. Sia il padre che il figlio prematuramente scomparso di Margherita si chiamavano Niccolò, il cui santo di riferimento è San Nicola. La pala entrò in Galleria nel 1639, quando un suo erede la vendette al granduca Ferdinando II de’ Medici che la destinò alla quadreria di Palazzo Pitti, sostituita sull’altare da una copia. Fu in seguito dotata di una splendida cornice barocca in legno intagliato e dorato.