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Congedo di Angelica e Medoro dai pastori

Autore
Orazio Fidani (Firenze 1606 - 1656)
Data
1634
Collezione
Collocazione
Sala 92 
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
230 x 340 cm
Inventario
1890 n. 3559

L’episodio illustrato, tratto dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, non viene tradotto frequentemente in pittura e pertanto quello dipinto da Orazio Fidani ne costituisce un esempio fra i più interessanti. Nel canto XIX Ariosto racconta del bel soldato saraceno Medoro, ferito nella battaglia dove erano morti il re Dardinello e l’amico Cloridano, ricoverato presso una famiglia di pastori e qui curato dalla bella Angelica di cui si innamora. La scena illustra il momento in cui Medoro, ormai guarito, è sul punto di lasciare la casa dei suoi ospiti insieme all’amata. Angelica, seduta sulla destra, dona alla sua ospite un bracciale: quel “cerchio d’oro, adorno/ di ricche gemme” che Orlando le aveva donato in segno del suo amore. Quando il conte, arrivando alla casa del pastore, riconoscerà il monile, avrà la prova dell’amore tra i due giovani, e da quel momento avrà inizio la sua follia.

I poemi cavallereschi di Ariosto e Tasso interessarono particolarmente la pittura del Cinque e Seicento, sia per i risvolti letterari e mitici, sia perché la caleidoscopica varietà di storie vissute dai protagonisti ben si prestava a interpretazioni di carattere morale. A Firenze in particolare i committenti si appassionarono volentieri alle vicende di eroi ed eroine, tappezzando saloni di palazzi e ville suburbane di tele che intrecciano storie del Furioso, della Gerusalemme Liberata o anche delle Metamorfosi di Ovidio.

L’ambientazione en plen air conferisce alla scena quel tono agreste e grazioso assai caro ai pittori fiorentini degli anni ’30 del Seicento, impressionati dalle novità romane giunte a Firenze sia attraverso il soggiorno di artisti provenienti dall’Urbe sia attraverso le opere giunte per tramite del collezionismo mediceo e nobiliare. Altrimenti tipica della tradizione fiorentina, e di questo autore in particolare, è il gusto per le sofisticate soluzioni formali nella coreografia, nella posa teatrale delle figure, come immaginate su una scena di teatro, e nei costumi eleganti, scelti in gamme cromatiche attentamente studiate.