Visitazione (nella predella: Episodi dell’Infanzia di Cristo)

Mariotto Albertinelli (Firenze 1474 – 1515)
Data
1503
Collezione
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
232 x 140 cm
Inventario
1890 n.1587

L’incontro tra Maria e la sua parente Elisabetta, futura madre del Battista, avviene nell’atmosfera sospesa e chiarissima di un mattino di sole. Le due donne si abbracciano su un prato fiorito, inquadrate dall’ampia arcata in pietra serena che segue il profilo della tavola e poggia su pilastri ornati di eleganti panoplie fra le quali si legge la data 1503, anno di esecuzione.

Nella predella si susseguono l’Annunciazione a sinistra, la Natività di Gesù al centro, e a destra la Presentazione di Gesù al tempio. L’armonia dei gesti, la concentrazione assorta dei volti e la semplicità dell’abbigliamento, privo di ornamenti, rivelano la formazione di Mariotto con Fra Bartolomeo, l’amico e sodale col quale, in diversi momenti della sua vicenda artistica, fece fruttuosamente società. È infatti agli insegnamenti del frate domenicano che la pala si ispira nell’essenzialità compositiva e nell’espressione misurata dei sentimenti. Di temperamento assai incline ‘alle cose del mondo’, come dice Vasari, Mariotto è uno dei protagonisti di quel rinnovamento dell’arte fiorentina che avviene sui primi del Cinquecento, caratterizzato dal rapido diffondersi di novità provocate dalla presenza in città di Leonardo, Michelangelo, e dal 1504 circa, di Raffaello. È in questo momento che i pittori realizzano nelle loro opere una messa in scena grandiosa e solenne dello spazio, e una resa vibrante del paesaggio. Qualità, queste, che avrebbero fatto davvero la differenza rispetto al secolo che si chiudeva, e costruito le fondamenta sulle quali si si sarebbe sviluppata l’arte nei decenni successivi.

La pala fu eseguita per l’Oratorio di San Michele Vecchio a Firenze per l’altare che nel primo decennio del Cinquecento era patrocinato dalla Congrega della Visitazione; in seguito fu spostato nella chiesa di San Michele in Palchetto, dove la vide Vasari che la descrisse nelle ‘Vite’. Entrò nelle collezioni mediceo-lorenesi nel 1786, e agli Uffizi fu esposta in Tribuna .