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Abiti funebri di Cosimo I de’ Medici: Giubbone, calze con brachetta, Cappa Magna dell’Ordine S. Stefano

Autore
Manifattura fiorentina
Data
1574
Collocazione
Inv. Giubbone GGC 8726, 8727, 8728
Inventario
Inv. GGC nn. 8726, 8727, 8728

Gli abiti di sepoltura di Cosimo I costituiscono una rara e preziosa testimonianza per la conoscenza del costume del Cinquecento. Nel 1983 giunsero alla Galleria del Costume come un ammasso di tessuti informi e furono sottoposti ad un complesso intervento di restauro durato dieci lunghi anni, curato da studiosi di livello internazionale. Eccezion fatta per il solo giubbone, che è stato possibile ricostruire, gli altri capi del suo abbigliamento sono stati solo in parte recuperati.

L’ascesa di Cosimo I de’ Medici al potere segna per la famiglia e per Firenze un ritorno di immagine per la città a livelli internazionali; anche la moda diventa un “instrumentum regni” per la capacità di veicolare contenuti che l’elemento vestimentario era in grado di comunicare sotto l’influenza della moda spagnola. Con il consolidamento del potere politico al di là delle Alpi e in Italia, nasce la moda di corte: esibita nelle feste e nei corteggi in modo teatrale con straordinari apparati scenografici. La moda maschile si avvale di decorazioni vistose, in particolare attraverso i tagli, che consentono un gioco cromatico sfruttando le possibilità offerte dalla sovrapposizione di stoffe e colori. A corte poi la potenza militare diventa elemento di prestigio da dovere ostentare.

Cosimo venne seppellito con le armi bianche e la cappa, elementi che dichiaravano il suo duplice ruolo di uomo politico, capo militare, nonché campione di fede e creatore di un ordine cavalleresco ispirato ai Cavalieri di Malta. Solo nella quotidianità, all’interno delle sale del palazzo, fuori dalle occasioni ufficiali, il signore si concede una dimensione più domestica e “ rilassata”, con le calze rattoppate e il giubbone all’antica.

Il granduca Cosimo I, al momento della sepoltura, nel 1574, indossava questo giubbone in raso, brachetta in pelle, calze in lana e la cappa magna dei Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano, di cui era fondatore e Gran Maestro. Questo vestimento funebre, ad eccezione della cappa, è di foggia semplice: il giubbone è in raso, privo di guarnizioni pregiate e i calzoni, in panno di lana garzato, sono decorati unicamente da stretti nastrini in seta. Nella Cappa Magna in gros de Tours marezzato écru risaltavano la croce dell’Ordine, un tempo color rosso acceso e i lunghi cordoni con nappe di seta.

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