Nell’immaginario occidentale, l’arabesco è conosciuto come una rappresentazione artistica dell’ordine e dell’armonia della natura che tende all’infinito. Incisioni, figure geometriche e floreali si uniscono per creare delle fitte trame che sembrano non aver fine. Il senso di un’inesauribile continuità si trova spesso nei disegni creati nell'arte islamica

L’arabesco è basato sulla continuità, come d’altronde tutto nel mondo: la natura, la cultura, la società. Le sue forme hanno origini antiche, risalenti all’impero bizantino e nel tempo hanno avuto grande fortuna e diffusione. Gli artisti musulmani hanno creato un nuovo stile di decorazione basata sull’armonia e sull’infinito. L’arte islamica rappresenta attraverso le opere un riflesso dell’ordine presente in natura, ma anche un’eredità culturale frutto di una fitta rete di scambi fra popolazioni che si è tramandata da maestro ad allievo, da una generazione all’altra e da un luogo all’altro.

Dal 22 giugno al 23 settembre 2018 Le Gallerie degli Uffizi e il Museo Nazionale del Bargello presenteranno la continuità delle relazioni tra Firenze e il mondo islamico grazie alla mostra “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”, curata da Giovanni Curatola. Attraverso l’esposizione di una grande varietà di opere d’arte, la mostra si propone di raccontare scambi economici ma soprattutto culturali che sono avvenuti tra la capitale rinascimentale e il mondo islamico. Queste interconnessioni hanno avuto un ruolo cruciale per lo sviluppo di innumerevoli rappresentazioni artistiche.

La mostra temporanea sarà suddivisa in due aree. Le Gallerie degli Uffizi ospiteranno la prima sezione che si concentrerà sui cospicui scambi economici e culturali avvenuti tra la città di Firenze e i paesi islamici del bacino mediterraneo durante il Rinascimento (XV - XVII sec.). Cuore dell’esposizione è il collezionismo della famiglia Medici come segno dell’alta qualità artistica e della raffinatezza delle opere portate a Firenze dal Medio Oriente. Grazie a questa raccolta, nella mostra è possibile osservare l’influenza che le tecniche e i lavori dell’arte islamica hanno avuto sull’arte rinascimentale italiana.

Nell’esposizione, il percorso di mutuo apprezzamento culturale tra le due civiltà è ben visibile. Il Museo Nazionale del Bargello interpreterà questo senso di continuità esponendo una scelta di oggetti e manufatti islamici appartenenti a collezionisti come Bardini, Carrand, Franchetti e Stibbert, fra i più importanti a Firenze e in Italia fra XIX e XX secolo.

Così come la continuità è l’elemento chiave per la composizione artistica dell’arabesco, essa è il filo conduttore della mostra Islam e Firenze: uno studio dell’infinita varietà di collegamenti che hanno contribuito alla fioritura di due culture vicine e diverse.

Le connessioni artistiche che hanno alimentato la vita culturale dell’Italia e del mondo islamico sono ancora oggi percepibili. Partendo proprio dal dialogo tra queste due culture, il Dipartimento di Mediazione Culturale e Accessibilità delle Gallerie degli Uffizi propone una serie di attività legate alla mostra con lo scopo di avvicinare il museo e il patrimonio artistico e culturale di Firenze alla comunità islamica del territorio attraverso un apprendimento reciproco. Insieme alle associazioni culturali islamiche di Firenze sono state progettate le attività educative per la mostra.  In questo modo, saranno gli stessi membri delle comunità islamiche a fare da mediatore museale offrendo al visitatore un punto di vista inedito e familiare sull’arte islamica. Il legame Islam-Firenze sarà valorizzato anche attraverso i racconti nascosti dietro ogni opera, con cui sarà possibile apprezzare e scoprire come la cultura occidentale e orientale di oggi siano il frutto di scambi ed influenze reciproche avvenute nel corso dei secoli.

Il Dipartimento di Mediazione Culturale e Accessibilità delle Gallerie degli Uffizi invita il pubblico ad avvicinarsi ai contenuti della mostra al fine di riconoscere che arte e identità esprimono molto più di quello che gli occhi possono solo vedere. In fondo la cultura è illimitata, complessa e piena di interconnessioni proprio come un arabesco.

 

Islam e Firenze info sulla mostra

Uno degli incontri organizzati dal Dipartimento di Mediazione Culturale e Accessibilità
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Informazioni
by Natalia Martinez Alcalde and Accessibility and Inclusion Department