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Gli articoli in questo numero di Imagines.

Aggiunte per Francesco Conti disegnatore: uno studio di collezione privata e uno del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Federico Berti

Oggetto del presente studio sono alcune novità riguardanti l’attività grafica del pittore fiorentino Francesco Conti (1682-1760), formatosi a Roma e poi operoso con successo nella sua città sotto l’ala protettrice dei marchesi Riccardi. Non molto è stato finora recuperato dei disegni del Conti, del quale sono noti quasi esclusivamente una ventina di esemplari conservati alla Biblioteca Riccardiana. L’ulteriore gruppetto di tre disegni presentato in questo contributo, molto diverso tecnicamente dal carattere pittorico e veneteggiante della maggioranza dei fogli Riccardi, potrebbe legarsi all’attività dell’artista come maestro presso la Pubblica Scuola del Disegno degli Uffizi, iniziata nel quarto decennio

La riscoperta della Collezione Archeologica Max Reich agli Uffizi

Ylenia Carbonari

Durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni immediatamente successivi, in Europa i beni culturali furono oggetto di numerosi trafugamenti e occultamenti. Finalmente però, da alcuni anni a questa parte, i musei europei si mostrano maggiormente sensibili al tema del patrimonio nascosto o perduto in quegli anni. In questo contesto di recupero di consapevolezza dell’origine delle proprie collezioni, si inquadra la ricerca sulla Collezione Archeologica Max Reich, conservata nei depositi delle Gallerie degli Uffizi. La Collezione, giunta a Firenze nel 1950, attualmente inedita e mai esposta da oltre 70 anni, è stata poi volutamente accantonata e dimenticata, facendo perdere sia le tracce che il nome del legittimo proprietario. Oggi, dopo due anni di ricerca d’archivio, è possibile ricostruire le vicende della Collezione, dare un nome e un volto al suo creatore e conoscere gli autori del suo occultamento

Sui primi ritratti della famiglia Asburgo-Lorena giunti a Firenze e sul loro pittore, Gabriele Mattei

Giusi Fusco

Sei ritratti abitano i depositi delle Gallerie degli Uffizi come opere isolate, raffiguranti personaggi di incerta identificazione. Ricerche d’archivio ne hanno ricostruito le vicende conservative, permettendo di ricondurli alla loro originaria composizione in serie e di riconoscervi le effigi dei nuovi granduchi di Toscana e dei loro familiari, dipinte tra il 1737 e il 1738, all’indomani del passaggio di corona dai Medici ai duchi di Lorena. A Firenze essi costituirono la prima testimonianza delle fattezze di sovrani che avrebbero risieduto a Vienna, nonché del gusto cosmopolita in voga nella città cesarea, giacché lì furono dipinti, su modelli di Martin van Meytens il Giovane, dal poco noto Gabriele Mattei, artista romano di cui si forniscono nuove tracce d’indagine

Una scultura di offerente nelle Gallerie degli Uffizi. Alcune considerazioni su un modello iconografico femminile di età augustea

Fabrizio Paolucci

Nel 2019 le Gallerie degli Uffizi hanno acquistato presso la casa d’aste Pandolfini una scultura femminile di offerente, risalente al primo periodo imperiale e originariamente parte dell’arredo settecentesco di Villa Pianciani a Spoleto. La statua, che trova un convincente parallelo in una scultura di età augustea da Narona, offre un caso interessante di un tipo di abbigliamento femminile noto anche da altre opere di prima età imperiale raffiguranti donne oranti o colte nell’atto di celebrare o partecipare a riti religiosi. Questo vestiario, nato per connotare genericamente un personaggio femminile in un contesto legato al divino, con il secondo secolo d.C. finirà poi per essere utilizzato esclusivamente per raffigurare la Nova Nupta in scene di dextrarum iunctio.  

Un’inedita scultura di Afrodite dalle collezioni archeologiche milanesi: nuovi spunti sul tipo dell’anadyomène

Davide Roselli

La riscoperta, nei depositi archeologici della Soprintendenza milanese, di una scultura romana raffigurante un’Afrodite tipo anadyomène ha rappresentato una doppia opportunità di studio. Da un lato, la logica necessità di restituire all’opera in esame lo spazio che merita all’interno delle collezioni cittadine, ponendola al centro di una prima lettura analitica; dall’altro, invece, la possibilità di poter toccare un argomento così complesso come quello della genesi e dello sviluppo dell’iconografia della “dea che nasce delle acque”. Come spesso accade, il dialogo tra fonti testuali e testimonianze archeologiche e storico-artistiche risulta essere l’unica chiave di lettura per poter interpretare un’opera completamente priva di qualsivoglia documentazione collezionistica o di scavo.

Aggiunte per Francesco Conti disegnatore: uno studio di collezione privata e uno del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Federico Berti

Oggetto del presente studio sono alcune novità riguardanti l’attività grafica del pittore fiorentino Francesco Conti (1682-1760), formatosi a Roma e poi operoso con successo nella sua città sotto l’ala protettrice dei marchesi Riccardi. Non molto è stato finora recuperato dei disegni del Conti, del quale sono noti quasi esclusivamente una ventina di esemplari conservati alla Biblioteca Riccardiana. L’ulteriore gruppetto di tre disegni presentato in questo contributo, molto diverso tecnicamente dal carattere pittorico e veneteggiante della maggioranza dei fogli Riccardi, potrebbe legarsi all’attività dell’artista come maestro presso la Pubblica Scuola del Disegno degli Uffizi, iniziata nel quarto decennio.

Imagines è pubblicata a Firenze dalle Gallerie degli Uffizi. Direttore responsabile: Simone Verde. Redazione: Dario de Pasquale con il Dipartimento di Mediazione Culturale. ISSN 2533-2015. Hanno lavorato a questo numero: Dario De Pasquale, Antonella Madalese, Patrizia Naldini

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