Storia Gli Uffizi

L’edificio fu costruito da Giorgio Vasari su commissione di Cosimo I de’ Medici, il quale voleva riunire nel cuore della città, accanto a Palazzo Vecchio, le sedi delle Magistrature o “Uffizi”, appunto, e le botteghe delle Manifatture di Corte.

La costruzione a ferro di cavallo con ampio loggiato a terreno, caratterizzata da finestre con nobili timpani al primo piano e una loggia ariosa originariamente aperta a coronamento, è uno dei maggiori esempi di architettura del periodo manieristico. Il Granduca aveva previsto, in connessione con il Palazzo, un cavalcavia (tutt’ora percorribile) che unisse il nuovo edificio con Palazzo Vecchio e soprattutto un lungo “corridoio”, che staccandosi dal braccio di ponente, collegasse gli “Uffizi” con Palazzo Pitti, acquistato dallo stesso Granduca e adibito a luogo di svago e soggiorno della dinastia. Nel marzo 1565, in occasione delle nozze di Francesco I con Giovanna d'Austria, fu eseguito, sempre su progetto di Giorgio Vasari, il corridoio di collegamento con Palazzo Pitti, che dal suo ideatore prende il nome: l'attuale Corridoio Vasariano. La Galleria vera e propria, della quale già nel 1590 fu redatto un inventario, ebbe sede in origine nel braccio di levante all’ultimo piano. Comprendeva allora, oltre alla loggia finestrata nella quale trovarono posto statue antiche e busti, anche una grande sala ottagonale di particolare splendore chiamata “Tribuna”, opera di Bernardo Buontalenti, il quale la fornì di alcune salette adiacenti sempre destinate a contenere le ampie collezioni medicee. Nella Tribuna fu collocato il meglio delle raccolte granducali, con una selezione che comprendeva non solo statue e dipinti, ma anche oggetti preziosi, monete e medaglie, bronzetti: un “….guardaroba di cose rare e preziose”, come la definì il Borghini. Si deve a Francesco I de’ Medici, figlio ed erede al trono di Cosimo I, la realizzazione del primo nucleo della Galleria; che fu la prima in Europa a potersi fregiare del nome di “museo”.