Storia | Galleria Palatina | Palazzo Pitti

La Galleria Palatina, cioè ‘del palazzo’, non è soltanto una delle più straordinarie raccolte di capolavori di pittura europea del Cinque e del Seicento, annoverando undici Raffaello tra i più famosi nel mondo, almeno sedici Andrea del Sarto, una quindicina di Tiziano, una decina di Rubens, tre Caravaggio e molti altri autori prestigiosi. Essa è anche l’esempio più grandioso di una quadreria, situata nel settore più prestigioso di Palazzo Pitti – facciata - la quale abbia conservato quasi intatto l’assetto originale, realizzato tra gli ultimi decenni del Settecento e il 1834.

La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali occupano l’intero piano nobile di Palazzo Pitti, che fu già residenza medicea e lorenese prima e sabauda poi, ospitando i Re d’Italia dal 1860 al 1919. La fastosa Quadreria fu istituita tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento dai Lorena, che collocarono nelle sale di rappresentanza circa 500 opere scelte tra i capolavori delle principali collezioni medicee. Si tratta di una collezione straordinaria, che comprende la maggior concentrazione di opere al mondo di Raffaello, nonché dipinti di Tiziano, Tintoretto, Caravaggio e Rubens. I quadri, nelle loro sontuose cornici, per lo più originali, coprono completamente le pareti delle sale, arricchite dalla presenza di sculture, vasi e tavoli di pietre dure, secondo il modello proprio alle quadrerie seicentesche. La stupefacente serie di affreschi realizzati da Pietro da Cortona per Ferdinando II de’ Medici, tra 1640 e 1647, nelle cosiddette sale dei Pianeti, accresce il fascino esclusivo della visita in Galleria, dove ogni singola opera d’arte è valorizzata dal suo accordo con il contesto e dagli arredi.