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Tebaide

Autore
Beato Angelico (Vicchio di Mugello, Firenze 1395 c. - Roma 1455)
Collezione
Collocazione
Sala 7
Tecnica
Tempera su tavola
Dimensioni
75 x 207 cm
Inventario
Inv. 1890 n. 447

Si indica con il termine Tebaide la raffigurazione di un paesaggio roccioso in cui alcuni monaci sono intenti in varie attività connesse con la vita di preghiera e ascetismo. Il tema era derivato da raccolte di testi con le vite dei santi padri nel deserto, in cui si narravano le storie dei monaci che nei primi secoli del cristianesimo si ritirarono nel deserto intorno alla città egiziana di Tebe per pregare e vivere come asceti. Questo tema ebbe particolare fortuna a Firenze nel XV secolo, dove venne raffigurato su tavole di formato rettangolare, di cui il dipinto degli Uffizi costituisce oggi l’unico esemplare rimasto integro. Nel paesaggio numerosi episodi della vita leggendaria di diversi santi, fra i quali Onofrio e Antonio – si alternano a scene di vita quotidiana – per esempio il religioso che attinge l’acqua dal pozzo, quello a dorso di un cervo, il gruppo che trasporta un anziano su una barella- che delineano il percorso di ascesi compiuto dai monaci. Il paesaggio, dominato da un fiume che sfocia al mare, è rigoglioso, pieno di alberi, metafora del giardino spirituale in cui fioriscono gli asceti, esempi di virtù. Il dipinto sottintende una forte spiritualità e l’origine di queste figurazioni è da ricercare nell’ambiente colto del monachesimo fiorentino, sebbene fossero molto apprezzate anche dai laici, tanto che i Medici ne possedevano due esemplari. Si tende a riferire il dipinto degli uffizi al giovane Beato Angelico, frate domenicano, anche se questa attribuzione non è unanimemente accolta.