Storie di Giuditta: il ritorno di Giuditta a Betulia; la scoperta del cadavere di Oloferne
Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510)
Data
1470 - 1475 c.
Museo
Gli UffiziCollezione
PitturaTecnica
Tempera su tavola
Dimensioni
31 x 24 cm
Inventario
1890 nn. 1484, 1487
Dopo avere ucciso il generale assiro Oloferne, capo dell’esercito oppressore, Giuditta torna in città con la testa del condottiero per esortare alla resistenza il proprio popolo. Per la società civile del XV secolo la giovane vedova Giuditta, eroina biblica, era simbolo di fedeltà coniugale, avendo resistito alle lusinghe di Oloferne, ma incarnava anche la legittima lotta contro la tirannia. La statua di Giuditta in bronzo, opera di Donatello del 1455, era stata infatti collocata nel 1494 in piazza della Signoria a Firenze davanti al Palazzo. I due dipinti di Botticelli, risalenti al periodo giovanile del pittore, appartenevano a Bianca Cappello, granduchessa di Toscana.
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