Scena rustica

Theodor Helmbreker detto Monsù Teodoro (Harlem 1633 –Roma 1696)
Data
1680 -1690
Collocazione
Sala di Flora
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
67 x 91 cm
Bibliografia

L. Laureati, Theodor Helmbreker, in G. Briganti – L. Trezzani – L. Laureati, “I Bamboccianti. Pittori della vita quotidiana a Roma nel Seicento”, pp. 341 - 348

Inventario
Petraia 1911 n.9

Il soggetto della ‘cucina all’aperto’ è stato tra quelli più amati dalla cerchia di artisti fiamminghi riuniti a Roma negli anni Venti e Trenta del Seicento intorno a Pieter van Laer, detto il ‘Bamboccio’, nomignolo da cui derivò il termine di ‘Bamboccianti’ per indicare gli artisti della sua cerchia e i suoi successivi seguaci attivi nella seconda metà del Seicento, come Theodor Helmbreker.

Le scene di vita quotidiana e popolare, spesso connotata dalla miseria, divennero assai ricercate dai collezionisti, anche fuori Roma. E’ il caso dei Medici che, tramite i propri emissari e corrispondenti, acquisirono un notevole numero di opere di un genere che traeva ispirazione dalla realtà, sconfinando nel gusto bozzettistico. Il nostro dipinto mostra un momento della preparazione di una cena popolare che si svolgerà all’aperto, vicino alle antiche rovine di un colonnato romano dove una sorta di spelonca è stata utilizzata come cucina improvvisata. Sullo sfondo un gruppo di uomini bevono seduti ad un tavolo mentre in primo piano alcune donne preparano e puliscono le conche di rame che serviranno per la preparazione dei cibi. Un calderone è già sul fuoco e il ragazzo che indica il focolare è pronto a consegnare le verdure contenute nel cesto portato sulla testa. In primo piano bambini e animali da cortile, così come il mendicante seduto in disparte, evocano situazioni che dovevano essere frequenti nella Roma del Seicento. Vari attrezzi di cucina compaiono nella scena: una padella, un mortaio in pietra, alcuni piatti di stagno, ma la presenza dominante è, come di frequente, quella dei rami, oggetti onnipresenti in tutte le cucine del tempo, popolari o signorili che fossero.

Nel 1705 Francesco Marucelli donò al gran principe Ferdinando de’ Medici, figlio del granduca Cosimo III, questo dipinto di Helmbreker, ovvero Monsù Teodoro, come veniva comunemente chiamato italianizzandone il nome –- che andò ad arricchire la collezione di opere di piccolo formato riunita in una delle sale del primo piano della villa di Poggio a Caiano. Dal Settecento il dipinto è passato nelle raccolte della Palatina a Palazzo Pitti.

Testo
Matilde Simari