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Le Sette Meraviglie del Mondo

Bernard Rantwyck (Fiandre, notizie 1573 - ante 1596)

Data
1611
Tecnica
Olio su tavola
Dimensioni
36x47 cm
Inventario
1890 nn. 5974, 5973, 8085, 5546, 5547, 5975, 8084

Di Bernard Rantwyck, autore della serie delle Sette Meraviglie del Mondo, si conosce ben poco se non che nacque a Nimega, in data sconosciuta, e che gravitò per l’Italia tra gli ultimi anni del Cinquecento e i primi del Seicento. In particolare nell’ultimo trentennio del Cinquecento fu attivo a Siena, dove lavorò per i Chigi e i Piccolomini, mentre lo si trova documentato a Roma nel 1596.

Le sette tavolette databili al 1611, come si evince dalla data inscritta sulla facciata della Porta di Semiramide nel dipinto raffigurante le Mura di Babilonia, sono la testimonianza dei rapporti intercorsi tra il pittore e la famiglia Medici che probabilmente commissionò la serie.

Si tratta di una trasposizione pittorica delle incisioni realizzate nel 1572 da Philip Galle su disegno di Maarten Van Heemskerck, incisioni che ebbero enorme fortuna in quanto prima traduzione figurativa di questo antico soggetto letterario. A comporre i versi latini in calce alle incisioni fu l’umanista Hadrianus Junius, editore nel 1572 degli Epigrammi di Marziale nei quali era annoverata un'ottava meraviglia, il Colosseo, che ritroviamo in entrambe le serie, mentre il Faro di Alessandria non risulta attualmente tra le tavolette della Palatina. Rantwyck, sulla scorta dei prototipi, da cui però si discosta per una resa più fantastica delle ambientazioni, dispone i sette monumenti in posizione e grandezza preminenti all’interno della veduta, per corredarli di scene che rimandano, attraverso la presenza di personaggi principali, ‘macchiette’ e fiabesche quinte paesaggistiche dal gusto eccentrico e minuzioso, ad episodi legati alla storia dei monumenti stessi.

Rantwyck si discosta dai prototipi per una resa più fantastica delle ambientazioni; dispone i monumenti in posizione preminente all’interno della veduta, e li correda di scene che rimandano ad episodi legati alla storia dei monumenti stessi, attraverso la presenza di personaggi principali, ‘macchiette’ o fiabesche quinte paesaggistiche dal gusto eccentrico e minuzioso.

Il Mausoleo di Alicarnasso Inv. 1890 n. 5974

Le Mura di Babilonia Inv. 1890 n. 5973

Il Colosseo Inv. 1890 n. 8085

Il tempio di Diana a Efeso Inv. 1890 n. 5546

Le Piramidi d'Egitto Inv. 1890 n. 5547

Il Colosso di Rodi Inv. 1890 n. 5975

La Statua di Zeus a Olimpia Inv. 1890 n. 8084

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