Condividi

Pittura e Poesia

Autore
Francesco Furini (Firenze 1604 c. - 1646)
Data
1626
Collocazione
Palazzo Pitti, Galleria Palatina, Sala di Berenice
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
180 x 143 cm
Iscrizioni

''FRANCISCUS FURINUS FACIEBAT 1626'' (sul bordo del drappo giallo); ''CONCORDI LUMINE MAIOR'' (sul cartiglio).

 

Inventario
Inv. 1890 n. 6466

L'allegoria della Pittura e della Poesia illustra il celebre tema tratto dall’Ars Poetica di Orazio. Il concetto dell'ut pictura poesis (“così nella pittura come nella poesia”) viene espresso da Furini nel saffico bacio-abbraccio delle due figure, ritratte in posizione quasi speculare, e nel gioco di rimandi gestuali, invenzioni che rappresentano visivamente il mutuo rapporto tra le due arti sorelle. La Pittura, raffigurata sulla sinistra, ha in una mano tavolozza e pennelli, strumenti dell'arte imitatrice della natura, e nell'altra una maschera, riferimento all'imitazione delle azioni umane. La Poesia, a destra, stringe invece uno stilo per la scrittura, mentre il calamaio ferma il cartiglio con il motto CONCORDI LVMINE MAIOR. Quest’ultimo fu concepito dallo stesso Furini e mira ad ampliare il concetto oraziano di unità tra le due arti, ricordando che sia la pittura che la poesia si eleveranno qualitativamente se saranno investite dalla stessa luce.

L’esecuzione del dipinto è stata correttamente restituita a Francesco Furini solo pochi decenni fa grazie alla lettura della firma quasi nascosta nel lembo inferiore del manto giallo della Poesia. L'opera, datata 1626, venne commissionata all'artista dalla prestigiosa Accademia del Disegno di Firenze per le celebrazioni del patrono San Luca, nel 1624. Fu talmente apprezzata da procurare al pittore l’ingresso tra i membri dell’istituzione e la richiesta di una seconda versione del soggetto da parte di Galileo Galilei. Il dipinto costituisce infatti una tappa fondamentale per Furini, perché segna la sua maturazione stilistica nel panorama della pittura fiorentina di primo Seicento.