Madonna col bambino, angeli e i santi Caterina d'Alessandria, Agostino, Barnaba, Giovanni Battista, Ignazio d'Antiochia e Michele arcangelo. Nella predella: visione di sant'Agostino, Cristo in Pietà, Salomè con la testa del Battista, studio del cuore di Sant'Ignazio
Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510)
Nel XV secolo la Commedia di Dante conobbe un rinnovato interesse a Firenze grazie a una politica, sostenuta dai Medici, orientata a dimostrare l’egemonia culturale fiorentina. Questa pala d’altare, che Botticelli dipinse per la chiesa di San Barnaba, partecipa a questo clima; il trono su cui siede la Vergine è infatti ornato dall’iscrizione “Vergine madre, figlia del tuo figlio”, invocazione che, nel testo dantesco, san Bernardo rivolge a Maria (Paradiso, Canto XXXIII).
La sacra conversazione ruota intorno al monumentale trono della Vergine sormontato da una grande conchiglia, simbolo desunto dall’antico per indicare l’immortalità dell’anima. L’architettura classica, come la struttura prospettico-geometrica del pavimento su cui prendono armonicamente posto i personaggi, alludono all’ordine divino che regola il cosmo.
