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Autoritratto

Mattia Moreni (Pavia 1920 – Brisighella, Ravenna 1999)

Data
1947
Collezione
Pittura
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
75 x 70 cm
Inventario
1890 n. 10153 

Nel 1947, anno di esecuzione di questo autoritratto, l’allora ventisettenne Mattia Moreni, partecipa al rinnovamento dell’arte italiana che, dopo lo sconquasso della guerra, cerca la sua strada alla luce di un rinnovato dialogo con le novità d’oltreconfine. Tra le varie tendenze allora in fase di vaglio, l’artista denuncia qui la sua adesione a un neocubismo di marca francese a cui rimanda la scansione geometrica dello sfondo così come della figura. Una matrice che in quegli anni fa riferimento al Fronte Nuovo delle Arti che riunisce appunto in un unico “fronte” artisti eterogenei, accomunati dalla ricerca di un linguaggio pittorico aperto alla cultura europea. Un movimento che anche Moreni costeggia entro un suo personale percorso arricchito da un più ampio ventaglio di riferimenti. Proprio in quello stesso 1947 l’artista figura infatti tra i membri organizzatori di Arte Italiana d’Oggi – Premio Torino, esposizione che allarga lo sguardo, accostando al neocubismo altre ricerche di carattere neoespressionista o nell’ambito dell’arte concreta alle quali lo stesso artista partecipa in vario modo. Lo stesso Autoritratto testimonia per esempio il persistere di quegli umori espressionisti che avevano segnato il suo esordio negli anni Trenta, evocati dall’uso libero del colore che scandisce i piani, a partire da quel rosso della cravatta a pois che connota, con un vezzo di moderata eccentricità, il suo status di artista. Indicazioni queste che all’alba del nuovo decennio recedono tuttavia a favore di una pittura astratto-concreta sensibile alle idee di Lionello Venturi, critico di riferimento del Gruppo degli Otto nel quale Moreni milita dal 1952.

Il dipinto qui in esame ha fatto il suo ingresso agli Uffizi nel 2005 con l’acquisizione della collezione di Raimondo Rezzonico interamente costituita da autoritratti di artisti del Novecento. In questo contesto di riferimento la presenza del nome di Moreni acquista particolare significato, considerando l’importanza assunta nella sua produzione dalla serie degli autoritratti, caratterizzati da un segno informale nei quali la rappresentazione dell’artista diventa un espediente per indagare la progressiva mutazione dell’umanità.

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