Manoscritto 348 (Sentenza degli Otto di Guardia del 23 maggio 1498 e Delibera del Convento di San Marco de1 1495)
Gli Uffizi conservano una copia della minuta degli Otto di Guardia, l'antica magistratura fiorentina che attendeva agli affari criminali, minuta che scrisse il triste epilogo di Savonarola con la condanna a morte del frate e dei suoi compagni. La sentenza è datata 23 maggio 1498 e un altro esemplare dal contenuto identico è custodito presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Dopo un ingiusto processo, svolto con l’uso smodato della tortura, i tre frati Girolamo Savonarola, Domenico da Pescia e Silvestro Maruffi, furono condotti dinanzi ai commissari apostolici che lessero loro la sentenza in cui venivano dichiarati scismatici ed eretici. Il paradosso è che Savonarola veniva condannato per delitti che nemmeno un processo sotto tortura aveva dimostrato; anzi, il procedimento penale, pur falsificato, lo faceva comunque risultare innocente. I tre frati, dopo la condanna religiosa, furono rimessi al braccio secolare dove gli Otto di Guardia e di Balìa, votarono all’unanimità la condanna. Solo Francesco Cini si dissociò rifiutandosi di rendere iniqua sentenza, infatti all’inizio della sentenza si segnala che è assente.
La condanna fu letta agli accusati: “Gli Otto, bene considerati i processi dei tre frati, e i nefandissimi delitti da loro commessi, che ivi si contengono; e considerata la sentenza pronunziata dai commissari del Papa, che li consegnarono al tribunale secolare, perciò siano puniti deliberano: che ciascuno di essi venga sospeso al patibolo, e poi arso, acciò le anime sieno affatto separate dai corpi...”.
Assieme alla copia quattrocentesca della condanna a morte, la Biblioteca conserva un documento autografo del Savonarola che inizia pressappoco così “Ricordo come oggi, Ego frater Jeronimus de Ferrara….”
Il testo è una delibera del capitolo della Congregazione di San Marco ed è composto da una decina di righe seguite da dodici firme dei frati domenicani, la prima firma è proprio quella di Savonarola. Il foglio reca la data 12 giugno 1494 (1494 secondo l’anno fiorentino che iniziava il 25 marzo, 1495 secondo il calendario gregoriano).
Resta sconosciuta la provenienza di questi documenti che apparentemente non rivelano alcuna pertinenza con le raccolte di natura principalmente artistica della Biblioteca e rimane ignoto quando tali documenti di natura archivistica siano confluiti nelle raccolte granducali.
La storia di Girolamo Savonarola e de’ suoi tempi, narrata da P.Villari, Firenze, 1939, volume II, documento n.XXX, M. V. Giannotti, Un autografo di Savonarola, in Il Giornale, 4/05/2000, p.13, D. Weinstein, Savonarola: ascesa e caduta di un profeta del Rinascimento, Bologna, 2013.
