Icona Madre di Dio di Kursk

Russia centrale
Data
1725-1750 c.
Tecnica
Tempera su tavola
Dimensioni
30,9 x 26,4 cm
Inventario
1890 n. 6172

Al centro dell’icona è raffigurata la Madre di Dio orante, con le mani alzate verso il cielo e con in grembo l’Emmanuele, l’atteso messia; questo modello iconografico in Russia ha assunto il titolo di Madre di Dio del Segno, derivato da un’icona miracolosa conservata nel XII secolo a Novgorod. Nel dipinto delle Gallerie degli Uffizi, un meandro vegetale delinea intorno alla Vergine otto medaglioni che inquadrano Dio padre, in alto al centro, e, dall’alto a sinistra in senso orario, i profeti Davide, Mosè, Elia, Gedeone(?), Abacuc, Isaia, Geremia, Daniele, Salomone.

L’icona riporta come titolo «ОБРАЗ ПОХВАЛЫ ПРЕС(ВЯ)ТЫЯ Б(ОГОРО)Д(И)ЦЫ» (Icona delle Lodi della Santissima Madre di Dio), in riferimento ad una composizione raffigurante la Vergine e i profeti che preannunciarono l’incarnazione del figlio di Dio. Il soggetto dell’icona fiorentina tuttavia richiama soprattutto quello della Madre di Dio della Radice di Kursk. Secondo la tradizione, il giorno 8 settembre 1295 un’icona della Madre di Dio del Segno fu rinvenuta fra le radici di un albero nei pressi della città di Kursk; a seguito di numerosi miracoli che resero l’icona assai venerata, venne eretta nella città la cattedrale della Madre di Dio del Segno (Znamensky), dove, incorniciata da medaglioni con le immagini di Dio padre e dei profeti, l’icona rimase fino al 1918.

L’esemplare fiorentino sembra dunque essere una sintesi fra due diversi modelli iconografici ed è riferibile allo stesso ambito provinciale della Russia centrale nel quale furono eseguiti nei primi decenni del XVIII secolo la maggior parte delle icone della raccolta delle Gallerie degli Uffizi.

Testo
Daniela Parenti
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