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Lo straniero

Autore
Felice Casorati (Novara 1886 - Torino 1963)
Data
1930 c.
Collocazione
Sala 30
Tecnica
Olio su tela
Dimensioni
170 x 120 cm
Iscrizioni

In basso a sinistra “F. Casorati”

Inventario
Gen. 439; Acc. 834
Restauri
2014

Illuminata da una luce irreale e inquadrata da una prospettiva straniante, la scena appare sospesa in una dimensione fuori dal tempo: su di essa sembra essere calato un silenzio impenetrabile, analogo al sentimento di estraneazione dell’unico uomo presente tra le signore in conversazione. L’opera è databile allo scadere del terzo decennio del Novecento, momento in cui le composizioni dell’artista piemontese cominciavano a presentare una tavolozza dai colori tenui e ribassati giocata su toni pastello. Le campiture di colore piatte e la prospettiva che tende a ribaltarsi sullo spettatore si combinano con volumi plasticamente definiti, accentuando l’effetto straniante a cui enigmaticamente riconduce il titolo.

Nel 1930, alla XVII Biennale di Venezia, il dipinto fu scelto da Ugo Ojetti e Antonio Maraini, membri della Commissione degli acquisti per la Galleria d’Arte Moderna, al fine di accrescere la collezione novecentesca con autori ancora non presenti nelle raccolte. Casorati era uno dei protagonisti di quell’arte italiana che, dopo la rottura con la figurazione operata dalle Avanguardie nei primi decenni del secolo, recuperava la rappresentazione della realtà guardando ai maestri del passato (da Giotto a Piero della Francesca, Masaccio…) seppure con un linguaggio che tendeva ad una sorta di astrazione onirica, come in questo dipinto. Stando alle parole dei commissari, il dipinto fu giudicato esemplificativo del “trasfondersi della realtà nel fantastico” che era tipico del “Realismo Magico”, corrente pittorica a cui l’artista aderì negli anni Venti nell’ambito del più ampio movimento “Novecento” che si era raccolto a Milano intorno alla carismatica figura di Margherita Sarfatti.